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Abete si candida, Malagò: "La sfida mi affascina". Abodi attacca Gravina, Lotito-show: le ultime sulle elezioni FIGCTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:53I fatti del giorno
di Ivan Cardia

Abete si candida, Malagò: "La sfida mi affascina". Abodi attacca Gravina, Lotito-show: le ultime sulle elezioni FIGC

Giancarlo Abete contro Giovanni Malagò: i nomi, a oggi restano quelli. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha ottenuto oggi il via libera del suo direttivo: non è un accredito formale, ma potrà confrontarsi con le altre componenti come se fosse candidato. Poi si capirà se cederà il passo allo stesso Malagò o ad altri, contando che il 34% di voti della LND non è così granitico. L’ex presidente del CONI è tornato a parlare: “La Figc è una sfida che mi affascina. È abbastanza impressionante che un mondo famoso per la sua litigiosità e la sua esuberanza, nel giro di sei giorni abbia indicato, con 19 società su 20, un soggetto terzo, pur molto conoscitore della materia ma sicuramente esterno, affinché dia loro una mano”. Scioglierà le sue riserve, e accetterà di correre se sicuro di vincere. Andrea Abodi segue con attenzione l’evolversi delle vicende, convinto che il commissariamento sia sempre la soluzione migliore: “Gravina? Sono affascinato dalle cose da fare, molte purtroppo non sono state fatte. Quando non funziona è sempre colpa della responsabilità”, ha detto il ministro dello Sport. Ascoltato dalla VII Commissione del Senato, ha poi ribadito la sua idea: "Non è servito il 98,7% dei consensi per attuare il programma che è stato approvato. Questo ci deve far ragionare sulle modalità con cui è stato costruito questo consenso, e sulla capacità delle componenti di dargli seguito”. Nel suo intervento durante l’audizione, Claudio Lotito è stato protagonista di un autentico show. Il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia, che ha letto la sua proposta di legge come se fosse già in vigore, ha criticato duramente il sistema: “Le leggi si scrivono, poi ci sono le norme interne della Federcalcio, per carità. Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron-coglion che metteva i soldon e andava tutto bene. Oggi gli interessi sono diversi, la visibilità è mondiale e le ricadute sul piano dell’immagine o identitario sono completamente diversi. Nel momento in cui deleghi a una pseudo istituzione come la Federcalcio, che non si capisce se è pubblica o privata si determina una situazione abnorme”. Che il commissariamento non si possa fare, a oggi, l’ha ribadito il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio: “Con le regole e gli statuti attuali non è possibile, altrimenti mi fanno un ricorso al TAR e a casa vado io”. Ci manca solo quello.