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Un gentlemen's agreement per il calcio italiano, stadi e giovani: FIGC, il programma di MalagòTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 21:30Serie A
di Ivan Cardia

Un gentlemen's agreement per il calcio italiano, stadi e giovani: FIGC, il programma di Malagò

Ventitré pagine, tanta attenzione alla sostenibilità. Il programma di Giovanni Malagò, sfidante di Abete alla presidenza della FIGC, si presenta esplicitamente come una proposta di “discontinuità non come rottura, ma come metodo”. Stile e lessico, come pure l’organizzazione generale, ammiccano più alla modernità. La candidatura, per come emerge dal testo, punta a presentarsi come governo dei processi più che come gestione politica tradizionale, con un’impostazione manageriale: tavoli permanenti, obiettivi misurabili, cronoprogrammi, report annuale, dati, digitale e rendicontazione. Nel complesso, specie pensando ai toni durissimi di Abete nei confronti della Serie A, è un programma che cerca di parlare sia al vertice professionistico sia alla base, evitando toni conflittuali e insistendo su un “patto di responsabilità” tra componenti. Le priorità vere sono cinque: competitività internazionale delle Nazionali, sostenibilità economica dei club, infrastrutture, giovani e modernizzazione federale. Serie A e base vengono tenute insieme in una logica di piramide: la Serie A è valorizzata come motore industriale, ma la tenuta del sistema passa da LND, Lega Pro, vivai e territori. La principale debolezza è il rischio di genericità. Molte proposte dipendono da Governo, Parlamento, Leghe o risorse esterne, come del resto anche nel caso di Abete. Il programma parla di obiettivi misurabili, ma raramente li quantifica. Anche su riforma dei campionati, seconde squadre, sostenibilità della Lega Pro e rapporto tra autonomia delle Leghe e indirizzo federale resta prudente ai limiti del vago. Su un punto, almeno, c’è chiarezza: tutto si basa su un gentlemen’s agreement per il futuro. Di seguito un elenco analitico delle varie tematiche affrontate da Malagò.
 Governance federale. La FIGC deve diventare una struttura moderna, digitale, misurabile: sportelli e piattaforme integrate, uso manageriale dei dati, indicatori per giovani, infrastrutture, sostenibilità, calcio femminile, futsal, arbitri, paralimpico e servizi alle società. Previsto un report annuale di avanzamento del programma. Rapporti tra componenti. Il documento insiste sulla necessità di una Federazione “forte ma non invasiva”: non deve sostituirsi alle Leghe, ma deve esercitare indirizzo quando l’interesse generale rischia di perdersi nella somma degli interessi particolari. Serie A. È definita “principale asset industriale e mediatico” del calcio italiano. La proposta è sostenerne l’internazionalizzazione, il brand globale, la lotta alla pirateria, la crescita commerciale e la modernizzazione degli stadi, collegandola però a responsabilità di sistema: vivai, calcio femminile, impianti, sostenibilità. Serie B. È descritta come categoria ponte e laboratorio del talento: va sostenuta con licenze non punitive, controlli progressivi, valorizzazione dei vivai e interventi infrastrutturali. Lega Pro. Il programma propone un tavolo dedicato alla stabilizzazione della categoria, con attenzione a sostenibilità, credibilità dei campionati, riduzione delle crisi, minutaggio qualificato dei giovani e seconde squadre dentro un percorso condiviso. Non c’è alcun riferimento alla Riforma Zola. LND. La base viene trattata come cuore sociale del calcio: sportello unico digitale, fondo strutturale di sostegno, semplificazione burocratica, tutela del volontariato e coinvolgimento stabile in un tavolo con il professionismo. Nazionali e settore tecnico. Coverciano deve diventare centro di elaborazione metodologica: scouting, match analysis, preparazione atletica, medicina sportiva, psicologia della performance, dati e formazione staff. Le Nazionali sono considerate un asset strategico, non solo un calendario di partite. Giovani e vivai. Il nodo è la dispersione del talento tra settore giovanile e calcio adulto. Il programma rifiuta “quote rigide” e propone premialità legate a minutaggio qualificato, continuità del percorso, formazione interna, seconde squadre o partnership tecniche. Calcio femminile. Doppio binario: consolidamento del professionismo e crescita della base. Le linee indicate sono sostegno a vivai, staff, impianti, medicina sportiva, marketing, dual career e integrazione con scuola e territori. Arbitri. L’AIA va protetta nella sua indipendenza, con investimenti in formazione, tecnologia, reclutamento giovanile, comunicazione e tutela degli arbitri nelle categorie di base. Anche in questo caso non ci sono riferimenti al professionismo arbitrale. Infrastrutture. Il programma chiede un piano nazionale per stadi e centri sportivi, con semplificazione autorizzativa, strumenti finanziari, crediti d’imposta, partenariati pubblico-privati, efficientamento energetico e collaborazione con il commissario governativo.