Sabatini: "Spalletti non va messo in discussione. Giusto che Elkann rifletta su Comolli"
Il tonfo della Juventus nell’appuntamento più delicato della stagione ha lasciato il segno, dentro e fuori dal campo. Walter Sabatini, intervistato da Tuttosport, analizza il momento dei bianconeri, dal crollo in campo alle tensioni societarie emerse nel post partita, soffermandosi anche sul rapporto tra Luciano Spalletti e la dirigenza.
Il tracollo della Juventus l’ha sorpresa?
"No, assolutamente no, sono rimasto spiazzato. Mi aspettavo un avvio di partita folgorante della squadra, in linea col rendimento degli ultimi mesi. Sono ancora senza parole: un crollo nel momento più importante della stagione fa indubbiamente riflettere. Alla Juve è mancato qualcosa: struttura, qualità e mentalità. Penso che in questo momento siano venuti meno i giocatori più importanti, ma certo non puoi pensare che Yildiz e Conceiçao risolvano ogni singola partita. Loro da soli riescono a cambiare la staticità di una sfida, ma sono arrivati col fiato corto".
Nel post gara hanno fatto discutere anche le parole di Spalletti, soprattutto il riferimento immediato a John Elkann senza citare Damien Comolli. Come interpreta quella presa di posizione?
"In parte per la delusione del momento. C’era tanta frustrazione in quelle considerazioni, non credo che volesse colpire Comolli. Si è attribuito tante colpe, ma per lui nominare Elkann è stato il modo più naturale per invocare una Juve che in futuro dovrà essere vincente. Penso abbia voluto richiamare il senso della tradizione col suo grido d’allarme. Il riferimento alla famiglia per me va letto così, poi è chiaro che l’allenatore voglia mettere le cose in chiaro sul progetto e sulla direzione da prendere per far tornare i bianconeri competitivi".
Il rapporto tra Spalletti e Comolli sembra essersi incrinato profondamente.
"No, nel calcio non esistono punti di non ritorno, ma compromessi. Anche complessi, per carità, però bisogna essere chiari. Poi sarà il club a fare le sue valutazioni, ma mi sembra che sul conto di Spalletti non ci siano dubbi: ha rinnovato il contratto poco più di un mese fa. La sconfitta impone sì delle esigenze nuove, ma l’allenatore non può essere messo in discussione per una sola partita".
Quindi il vero nodo riguarda la dirigenza?
"Per me Spalletti, a prescindere dalla Champions League mancata, non va messo in alcun modo in dubbio. Di sicuro il mercato estivo della Juve è stato sbagliato in larga parte: è normale che la proprietà bussi alla porta di chi ha speso i soldi chiedendo spiegazioni, mi sembra una dinamica accettabile. Anche perché non va dimenticato il lavoro del tecnico da quando ha preso le redini della Juve".
Uuna dirigenza come fa a ripartire dopo una sessione di mercato estivo completamente sbagliata?
"Cambiando tutto. Se hai sbagliato tutto, cambi. Penso che lo faranno anche alla Juve. Luciano lo sa, magari daranno anche il tempo a Comolli di rimettere mano a tutto, ma non voglio dare suggerimenti a nessuno. Elkann saprà benissimo cosa fare".
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