Mario Mattioli: "I 4 motivi per cui la Juventus ha perso identità bianconera"
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Redazione TMW
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03.10.2026 08:58Serie A
Mattioli evidenzia la perdita d'identità e le lacune tecniche della Juve, aggravate da una dirigenza che non incarna il DNA del club. Tuttavia, la ricapitalizzazione di Exor e l'intervento di John Elkann offrono prospettive di rilancio
Secondo l'analisi di Mario Mattioli, ex giornalista di Rai Sport, la Juventus ha smarrito la propria identità profonda a causa di una combinazione di fattori strutturali, tecnici e gestionali.
Nello specifico, il club non viene più riconosciuto come la "vera Juve" per quattro motivi fondamentali:
• La perdita dell'identità italiana: Mattioli critica duramente la progressiva esterofilia della rosa. Nel commentare la pesante sconfitta contro il Sassuolo, evidenzia come la Juventus sia scesa in campo schierando una larghissima maggioranza di calciatori stranieri, con il solo portiere Vicario a rappresentare l'anima italiana del club. Questo allontanamento dal tradizionale "blocco italiano" viene visto come uno snaturamento della storia bianconera.
• La mancanza di dirigenti che comprendano il DNA del club: Il giornalista sottolinea come l'attuale dirigenza non abbia ancora compreso appieno che, per la Juventus, provare a vincere il campionato non è un'opzione, ma un dovere morale inscritto nel proprio DNA. In questo senso, Mattioli fa un paragone con la presidenza di Andrea Agnelli, il quale — al netto delle critiche — aveva una comprensione totale di cosa significasse guidare la Juventus e riusciva a trasmettere questo stile sia nella gestione sia nella comunicazione.
• Un mercato privo di giocatori da "Juve": La rosa attuale viene giudicata carente sul piano della qualità assoluta. Secondo il cronista, sono stati spesi moltissimi soldi per calciatori definiti "buoni" ma non all'altezza del blocco storico del club. Mattioli denuncia in particolare l'assenza di elementi di classe cristallina a centrocampo capaci di costruire il gioco e la mancanza di un centravanti esperto e navigato, criticando le scommesse e le operazioni economicamente troppo onerose.
• La mancanza di consapevolezza da parte dell'allenatore: Il percorso di rifondazione si scontra anche con la necessità che la guida tecnica (Spalletti) comprenda a fondo il peso e il significato di allenare un club come la Juventus. Senza questa piena assimilazione della mentalità vincente e della pressione dell'ambiente, diventa impossibile trasmettere i giusti stimoli e i valori corretti alla squadra.
In sintesi, per Mattioli la Juventus non è più la Juve perché ha perso la sua anima italiana, la sua classe in campo e quella leadership societaria che sapeva incarnare perfettamente lo stile e l'obbligo della vittoria.
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