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La Serie A è pronta a cambiare uomo forte: Malagò non molla, ma sale Galliani

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Ivan Cardia
Oggi alle 00:38I fatti del giorno
autore Ivan Cardia
25.10.2026 00:38I fatti del giorno
Il commissario rivendica il sostegno di 13 club, ma cresce il fronte che lavora sul Condor. Entro il 4 novembre la scelta della Serie A
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport
La Serie A torna a interrogarsi sul futuro della FIGC e, a meno di due settimane dalla scadenza per le candidature, la partita sembra molto più aperta di quanto fosse immaginabile. Giovanni Malagò, commissario straordinario della Federcalcio e favorito per le elezioni del 14 dicembre, continua a dirsi convinto di poter arrivare alla presidenza: nelle ultime ore ha spiegato di aver già raccolto il sostegno di 13 club. Ma proprio nel massimo campionato cresce il fronte che guarda ad Adriano Galliani, candidato alternativo sul quale stanno lavorando anche società che pochi mesi fa avevano sostenuto Malagò.

Galliani cresce, Malagò rivendica i suoi numeri

Il rapporto tra Malagò e una parte della A si è deteriorato in pochi mesi. Tra i motivi di attrito ci sono la scelta di richiamare Roberto Mancini in Nazionale, la nomina di Diana Bianchedi come capodelegazione e la lunga gestione della questione relativa al nuovo segretario generale. Malagò, parlando ieri a Roma, si è detto “sorpreso e dispiaciuto” dalle indiscrezioni sulla possibile candidatura di Galliani e ha rivendicato il consenso ricevuto da 13 società, sottolineando come una spaccatura della Lega non sarebbe positiva. Il termine decisivo sarà il 4 novembre, ultimo giorno utile per presentare le candidature. Galliani, però, è un nome sul quale può convergere una parte significativa del sistema. Ex amministratore delegato del Milan e dirigente più vincente del calcio italiano, è stato presidente della Lega Nazionale Professionisti e vicepresidente sia della Lega Serie A sia della Serie B. Conosce quindi i meccanismi dei club e quelli della politica sportiva. A marzo aveva preferito non candidarsi, mentre oggi sarebbe disponibile davanti a una candidatura realmente unitaria della Serie A. È questo il punto attorno al quale si muovono i presidenti: evitare una sfida interna e trovare un nome capace di ricompattare la componente. Malagò, però, non considera affatto chiusa la partita. E con due raccolte firme che procedono in parallelo, saranno i prossimi giorni a chiarire se la A cambierà davvero il proprio uomo forte.

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