FIGC, il programma di Malagò: la riforma della Serie C e il fisco, passando per gli arbitri
Venticinque pagine per rilanciare il calcio italiano: ipotesi sul format della Serie C, meno tasse, incentivi ai vivai e nuovi obblighi per gli allenatori
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Venticinque pagine - a giugno erano ventitré -, ventuno sezioni e un programma che riprende in larga parte quello presentato per le elezioni dello scorso giugno. Giovanni Malagò, oggi commissario straordinario, si candida nuovamente alla presidenza della Figc confermando le proprie priorità, ma rivendicando anche il lavoro svolto nei mesi precedenti al commissariamento. "Questo documento ricalca in larghissima parte quello precedentemente presentato a supporto della mia candidatura", scrive nella premessa, definendola una scelta di coerenza. Tra gli interventi già avviati cita la riorganizzazione del Club Italia, il rifinanziamento della Riforma Zola (non citata nel programma primaverile) e l'interlocuzione con il Governo sugli stadi. L'obiettivo dichiarato è una Federazione che sappia mediare tra le componenti, con tavoli permanenti, scadenze definite e un rendiconto annuale dei risultati.
Nazionali, giovani e seconde squadre
La competitività delle Nazionali viene collegata direttamente alla valorizzazione dei giovani italiani. Il dato riportato nel programma è significativo: nella stagione 2024-2025 gli Under 21 italiani hanno disputato appena l'1,3% dei minuti complessivi in Serie A. "Il problema italiano non è l'assenza di talento", sostiene Malagò, individuando le difficoltà soprattutto nel passaggio dal settore giovanile al professionismo, tra i 17 e i 21 anni. Il candidato - che cita dati del Report Calcio 2026, mai pubblicato - intende sviluppare una filiera che colleghi scuole calcio, Primavera, Serie C, Serie B e prime squadre, anche attraverso seconde squadre e partnership territoriali. Le premialità economiche dovrebbero essere legate non soltanto alla presenza dei giovani nelle liste, ma al minutaggio effettivo e alla continuità del percorso formativo. Malagò rivendica inoltre la riforma del Club Italia, con la separazione tra presidenza federale e presidenza del Club Italia e l'introduzione delle figure del direttore tecnico e del coordinatore dei progetti delle attività giovanili. Coverciano dovrebbe assumere un ruolo centrale anche nella formazione metodologica e nell'analisi dei dati.Serie A, Serie B e Serie C: cosa propone Malagò
Per la Serie A il programma punta sull'espansione internazionale del marchio, sulla crescita dei diritti audiovisivi, su nuovi impianti e sulla sostenibilità finanziaria. La Federazione dovrebbe accompagnare lo sviluppo economico della massima divisione, senza interferire con l'autonomia della Lega, ma chiedendo maggiori investimenti sui vivai e sul resto del movimento. In Serie B la priorità è valorizzare il campionato come principale categoria di sviluppo dei giovani italiani, rafforzando contemporaneamente i controlli economici e la qualità delle infrastrutture. Particolarmente interessante il capitolo dedicato alla Lega Pro. Malagò considera necessaria una riforma strutturale della categoria, partendo dalla prevenzione delle crisi finanziarie e da controlli che consentano alle società di correggere progressivamente gli squilibri. La revisione potrebbe riguardare anche il numero dei club e il format dei campionati, oltre ai criteri di ammissione, ai costi minimi di partecipazione e ai requisiti infrastrutturali. Non vengono però indicati un numero ideale di partecipanti o una nuova formula. Le eventuali modifiche dovrebbero nascere da un tavolo con Lega Pro, Aic, Aiac e rappresentanti delle società. Sul versante tecnico si propongono incentivi al minutaggio qualificato dei giovani e un sistema condiviso per lo sviluppo delle seconde squadre. L'obiettivo è rendere economicamente più stabile la categoria senza comprometterne il ruolo territoriale e formativo. "Il primo obiettivo deve essere prevenire le crisi, non inseguirle", si legge nel documento.Dilettanti, calcio femminile e obbligo dei tecnici abilitati
Per la Lega Nazionale Dilettanti Malagò propone uno sportello unico digitale per tesseramenti, rimborsi, assicurazioni e adempimenti amministrativi. Previsto anche un fondo strutturale per ridurre selettivamente i costi federali, sostenere le attività sociali e migliorare le tutele assicurative. Sul calcio femminile si punta a consolidare il professionismo attraverso investimenti in vivai, impianti, staff e medicina sportiva, oltre ad ampliare il numero di praticanti. Spazio anche al futsal, al beach soccer e al calcio paralimpico. Una delle proposte più concrete riguarda gli allenatori: Malagò vuole rendere gradualmente obbligatorio, a partire dalla prossima stagione sportiva, il tesseramento e l'utilizzo di tecnici abilitati in ogni squadra dell'attività di base. Previsti corsi più accessibili, formazione digitale e un sistema di tutoraggio per gli allenatori appena abilitati. Per i calciatori, invece, si propone una revisione dei meccanismi di indennizzo e dei premi di formazione legati all'abolizione del vincolo sportivo, cercando un equilibrio tra libertà degli atleti e tutela degli investimenti delle società. Il programma affronta anche salute mentale, prevenzione degli infortuni e percorsi di inserimento lavorativo dopo la carriera. Per gli agenti sportivi viene indicata la necessità di armonizzare le norme italiane con quelle internazionali, attraverso un confronto permanente con tutte le componenti coinvolte.Arbitri, VAR e indipendenza dell'AIA
Il capitolo dedicato agli arbitri conferma l'indipendenza dell'Aia come principio fondamentale. Malagò propone investimenti nella formazione, nel reclutamento giovanile e nella tutela dei direttori di gara, con particolare attenzione alle violenze nelle categorie inferiori. Sul piano tecnologico vengono richiamati VAR, Football Video Support e comunicazione audio: l'obiettivo è migliorare uniformità interpretativa, procedure di revisione e spiegazione delle decisioni. Nessuna proposta di modifica specifica al protocollo VAR, ma la volontà di rafforzare il sistema di preparazione e valutazione degli arbitri.Stadi, Euro 2032 e nuove risorse
La modernizzazione dell'impiantistica è uno dei principali obiettivi della candidatura. Malagò propone un piano nazionale per stadi e centri sportivi, con semplificazioni autorizzative, strumenti finanziari dedicati, crediti d'imposta e partenariati pubblico-privati. Particolare attenzione viene riservata a Euro 2032 e al rapporto con il commissario governativo per gli impianti, nell'ottica di accelerare i progetti già avviati.Fisco, scommesse e diritti televisivi
Sul fronte economico il programma propone una revisione del carico fiscale sulle società sportive, valutando anche il superamento dell'Irap per le attività legate a formazione, settore giovanile, sviluppo territoriale e investimenti infrastrutturali. Si ipotizzano inoltre modifiche alla stanza di compensazione per armonizzare i pagamenti tra club italiani con quelli internazionali. Per le scommesse sportive, Malagò chiede che una parte delle risorse generate dal betting sul calcio venga restituita al movimento. Il documento cita una raccolta di 15,4 miliardi di euro, senza però indicare una percentuale precisa da destinare alla Federazione. Sul versante audiovisivo si punta al potenziamento di Piracy Shield e alla collaborazione con Agcom, Leghe e broadcaster per contrastare la pirateria. La conclusione è affidata, come in primavera, alla proposta di un "gentlemen's agreement" tra le componenti del calcio italiano, i cui presupposti sembrano oggettivamente crollati a prescindere dall'esito elettorale.Altre notizie
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