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Morte Pantani, l'Antimafia: "Anomalie sull'esclusione dal Giro 1999"
giovedì 8 dicembre 2022, 20:36News
di Alessandro Vittori
per Lalaziosiamonoi.it
fonte Lalaziosiamonoi.it

Morte Pantani, l'Antimafia: "Anomalie sull'esclusione dal Giro 1999"

Il 5 giugno 1999 è una data che gli appassionati di ciclismo non dimenticheranno mai. Quella mattina a Madonna di Campiglio Marco Pantani, maglia rosa con un immenso vantaggio sul secondo, venne squalificato dal Giro d'Italia per valori di ematocrito troppo alti. Il vincitore del Giro e del Tour de France 1998 morì il 14 febbraio 2004 al residence Le Rose di Rimini in fondo a un periodo nero per tutti iniziato nel post Madonna di Campiglio. Sia sulla squalifica che sulla morte del Pirata secondo molti non è stata fatta ancora chiarezza e la pubblicazione della relazione della Commissione Antimafia alimenta questi dubbi. Secondo tale lavoro infatti "sono possibili altre ipotesi sul decesso dell'ex campione di ciclismo anche considerando un eventuale ruolo della criminalità organizzata e di quegli ambienti ai quali purtroppo egli si rivolgeva a causa della dipendenza di cui era vittima". Viene sottolineato che "diverse sono le scelte e i comportamenti posti in essere dagli inquirenti che appaiono discutibili". Sull'esclusione dal Giro del 1999 "diverse e gravi furono le violazioni alle regole stabilite affinché i controlli eseguiti sui corridori fossero genuini e il più possibile esenti dal rischio di alterazioni". La Commissione Antimafia, guidata da Nicola Morra nella XVIII legislatura, ha approfondito il caso attraverso il IV Comitato ‘Influenza e controllo criminali sulle attività connesse al gioco nelle sue varie forme’, coordinato dal senatore Giovanni Endrizzi che ha così relazionato: "L’inchiesta condotta dal IV Comitato ha fatto affiorare singolari e significative circostanze che rendono possibili altre ipotesi sulla morte, anche considerando un eventuale ruolo della criminalità organizzata e di quegli ambienti ai quali purtroppo egli si rivolgeva a causa della dipendenza di cui era vittima. Resta aperto l’interrogativo che da anni la famiglia del corridore pone: è davvero certo che Marco Pantani sia deceduto per assunzione volontaria o accidentale di dosi letali di cocaina, connessa all’assunzione anche di psicofarmaci? Gli elementi emersi dall’istruttoria svolta da questa Commissione parlamentare consentono di affermare che una diversa ricostruzione delle cause della morte dell’atleta non costituisca una mera possibilità astratta che possa essere ipotizzata in letteratura e in articoli di cronaca giornalistica e devono indurre chi indaga a scrutare ogni aspetto della vicenda senza tralasciare l’eventualità che non tutto sia stato doverosamente approfondito, ricercandone, eventualmente le ragioni. La vicenda di Marco Pantani ha scosso le coscienze di tutti e non soltanto di coloro che ne hanno apprezzato le gesta atletiche nelle salite più impervie, frutto della stessa tenacia con la quale oggi la signora Pantani invoca giustizia per il proprio figliolo. Nell’opinione pubblica, dopo un primo momento di incertezza dovuta, forse, anche a un’informazione che, nei giorni immediatamente successivi alla squalifica, lo aveva condannato senza possibilità di appello, è stata sempre diffusa la convinzione che qualcosa di anomalo fosse accaduto sia a Madonna di Campiglio che a Rimini nella tragica sera di San Valentino del 2004. Questa Commissione ritiene che i numerosi elementi dubbi che sono emersi nel corso dell’istruttoria siano di tale rilievo da meritare un attento approfondimento: le ipotesi fondate su quegli elementi non possono essere ridotte a mere possibilità astratte oggetto di discussione in servizi televisivi o su articoli stampa".