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Lazio, Champions e Coppa in faccia: l'appuntamento del destinoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 30 maggio 2023, 07:25News
di Lalaziosiamonoi Redazione
per Lalaziosiamonoi.it
fonte Alessandro Zappulla-Lalaziosiamonoi.it

Lazio, Champions e Coppa in faccia: l'appuntamento del destino

Il derby di Roma è come un eterno esame di maturità. Un confronto continuo che pone di fronte due facce di una stessa medaglia. Il derby racchiude in una sola parola: tensioni, speranze, timori e ambizioni che solo chi nasce e cresce sulle sponde del biondo Tevere, riesce a misurare. Aver vissuto il derby dei derby, quello che è valso una finale di Coppa Italia, alzando il trofeo davanti alla rivale di sempre, fregia inevitabilmente di un qualcosa di indelebile. Un successo intramontabile, da rievocare negli anni. Quell'attesa da cardiopalma che in quei giorni manomise il tempo di una città, scandendone i rintocchi con il countdown di quell'appuntamento infernale. 

Era il 26 maggio 2013, era il derby della coppa in faccia o il derby di Senad Lulic, che fece gol al minuto 71 fermando il mondo ai piedi del Colosseo. Chiamatelo un po' come vi pare, ma oggi a 10 anni dalla sua ricorrenza nessuno è voluto mancare nel rituale della celebrazione. Il tam tam nelle radio è in piedi già da due giorni. I video emozionali girano in rete senza tregua. E poi ci sono i 60 mila dell'Olimpico di Lazio - Cremonese. Un caldo abbraccio da essere più fisico, che virtuale. L'ultima partita in casa. Una partita che ha fuso insieme la goduria per quella coppa del 2013 e la profonda gratitudine per quanto conquistato oggi. L'atto finale nella corsa al sogno Champions non poteva che scriversi lì, a casa, davanti al proprio popolo. Duplice festa per la banda di Sarri, tra passato e presente, come solo una squadra con una storia importante alle spalle può ambire. Una decade fa, la Lazio vincendo contro la Roma ha posto un marchio incancellabile sul destino calcistico in città. La Capitale fu salvata dalla barbarie dei nemici storici.

Oggi invece con questa scalata al K2 della Serie A ha ribadito con forza la volontà di albergare nel calcio dei grandi, posizionandosi proprio sopra la Roma per il quarto anno consecutivo. 

Destino e futuro che si incrociano trasversalmente in un momento speciale. Il popolo laziale ha voluto ribadirlo con forza. "L'aquila è Roma", come recita la massima stampata sulla maglia creata appositamente per l'occasione, dal club biancoceleste.Quelle ali spiegate sopra la capitale hanno solcato più energicamente i cieli in questi giorni. Il volo ultracentenario della Lazio caratterizza la storia calcistica di Roma e in quel 26 maggio 2013 gli eroi biancocelesti ne hanno firmato un capitolo. Oggi il cerchio si chiude. La ricorrenza, la festa, la fine del campionato e la qualificazione nella coppa dei grandi. La Lazio vola in alto verso nuovi orizzonti. Lo sguardo compiaciuto verso il passato e l'audacia che sfida il domani. Essere laziali non è consuetudine, "La Lazio ti entra dentro, ti prende, ti sceglie" diceva il grande Felice Pulici. La Lazio è tutto questo, il resto davvero non conta nulla.