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Lazio, Cragnotti: "Tifosi? Lo stadio non si lascia vuoto. Non capisco la protesta"

autore
Andrea Castellano
per Lalaziosiamonoi.it
Oggi alle 08:00Primo Piano
autore Andrea Castellano
03.11.2026 08:00Primo Piano
Federico Gaetano
Federico Gaetano

RASSEGNA STAMPA - Lunga intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport per Sergio Cragnotti. L'ex presidente della Lazio era presente all'Olimpico per l'ultima partita contro il Cagliari e alla rosea ha parlato dell'inizio di stagione della squadra di Gattuso, soffermandosi anche sulla contestazione dei tifosi e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni: “Adesso lo posso dire. Ho deciso con mio figlio Massimo di andare allo stadio proprio perché si era creata questa opportunità. Dopo la sconfitta dell’Inter nel derby c’era la possibilità di salutare la Lazio capolista solitaria e noi volevamo esserci”.

“I tre punti sono la cosa che conta di più. Nell’arco di un campionato ci sono partite in cui fai fatica. La squadra era un po’ stanca per il terzo impegno in otto giorni, soprattutto in alcuni elementi. E il Cagliari è stato un avversario che si è difeso molto bene. Non era semplice vincere. Il fatto che la squadra di Gattuso, più con il cuore che con il gioco, ci sia riuscita è un altro merito che si aggiunge alle tante cose buone fatte in queste prime dieci giornate”.

“Questo gruppo sta facendo cose straordinarie. E se le ha fatte per dieci partite vuol dire che non è casuale. Però credo sia meglio avere prudenza. Gattuso e i suoi giocatori devono continuare a pensare a una partita per volta, senza porsi traguardi a lungo termine. L’unico obiettivo deve essere quello di ottenere il massimo nella partita successiva. Per dire dove questa Lazio possa arrivare aspettiamo almeno la fine del girone di andata. Non lo dico per scetticismo, ma perché ritengo che non è il momento di mettere pressioni a questi giocatori”.

“È una formazione che è stata preparata molto bene a livello fisico e gioca un calcio moderno. Questo potrebbe già bastare. Ma io ritengo che ci sia dell’altro. Credo che la vera differenza la stia facendo lo spirito di rivalsa che anima molti giocatori e il tecnico Gattuso. La società, nelle persone del presidente Lotito e del ds Fabiani, è stata molto brava a individuare gli elementi giusti anche sotto questo profilo. Gattuso? Da giocatore era uno tutto grinta e generosità. Da allenatore ha completamente cambiato il suo modo di fare calcio. Gli vanno solo fatti i complimenti per quello che è riuscito a creare. E mi auguro che continui così a lungo”.

“Ora noto delle analogie con la Lazio di Zeman. Più che altro per il modo di stare in campo, per quella voglia di attaccare sempre e di segnare. Poi è chiaro che le epoche sono diverse. Negli anni 90 in Serie A c’erano i più grandi campioni internazionali. Oggi purtroppo la situazione è cambiata. E non solo per la Lazio. Anche le altre big hanno rose tecnicamente inferiori rispetto a quei tempi”.

“Un giocatore che può essere paragonato ai miei campioni del passato? Almeno uno: Tavares. Giocatore straordinario sia quando attacca sulla fascia sia quando si accentra. Sono d’accordo con Gattuso quando dice che è da Real Madrid. A me piace molto anche Noslin. Ha grande tecnica, ma è pure generoso e può giocare in tanti ruoli dell’attacco. E poi ci sono Taylor e Isaksen che stanno crescendo tanto e possono diventare giocatori di grande livello”.

“La protesta dei tifosi? È una cosa che non capisco e che mi trova in totale disaccordo. Le contestazioni vanno sempre accettate, non discuto questo. Ma, se proprio le si vuole fare, che le si faccia in altre sedi, non allo stadio. Così facendo questa protesta diventa deleteria perché lascia sola una squadra che invece meriterebbe tutto l’affetto e il tributo del suo popolo. Domenica con il Cagliari c’era un po’ più di gente (circa 13 mila spettatori, ndr), ma Gattuso e i suoi ragazzi meriterebbero un Olimpico pieno. Le contestazioni nei confronti dei presidenti fanno parte del calcio, anch’io ne ho subite tante e anche molto dure, a cominciare da quella per la cessione di Signori al Parma (poi revocata proprio per le veementi proteste dei tifosi, ndr). Ma lo stadio non è mai stato lasciato vuoto e anche adesso non dovrebbe accadere. Con il pubblico sugli spalti questa Lazio andrebbe ancora più forte”.

per Lalaziosiamonoi.it

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