Lazio, più battaglia sugli spalti che in campo: la contestazione dilaga
RASSEGNA STAMPA - La sfida dell’Olimpico contro il Como è stata soprattutto una serata di contestazione: contro gli arbitri, contro Lotito, contro un ridimensionamento che la tifoseria percepisce come ormai irreversibile. Nel mirino della protesta sono finiti in molti, ma non tutti. A salvarsi sono stati Sarri, riconosciuto come garante di un livello che oggi non c’è più, Cataldi, applaudito al momento del cambio, e soprattutto Sergio Cragnotti, ex patron invitato all’Olimpico e seduto in Tribuna Autorità accanto a Giorgio Sandri.
Il gol immediato ha appesantito un clima già teso, con la protesta inizialmente indirizzata verso la classe arbitrale, accusata di aver penalizzato più volte i biancocelesti nel corso della stagione. In Curva Nord sono comparsi stendardi con corna disegnate, cartellini rossi e gialli e uno striscione eloquente all’ingresso in campo delle squadre: “Open Var, audio e scuse senza logica né senso. Inventate di tutto per rovinare il calcio di un tempo”. In Maestrelli il bis poco dopo: “Caos arbitrale: dimissioni inevitabili dei responsabili”.
Con il risultato mai in discussione, le critiche si sono progressivamente spostate sulla società. Nel secondo tempo la perla di Nico Paz ha chiuso di fatto la gara e riacceso i cori contro Lotito: "Tribuna caccialo via!", il grido rivolto alla Monte Mario. Come annunciato alla vigilia, il tifo organizzato ha cantato solo per Sarri e per la maglia: il tecnico è stato osannato anche dopo il rigore sbagliato dallo stesso Paz, in un chiaro segnale di deresponsabilizzazione nei suoi confronti, e il Comandante ha risposto salutando la Curva.
All’intervallo una bordata di fischi ha accompagnato le squadre negli spogliatoi, ma nella ripresa il copione non è cambiato: il Como ha gestito senza affanni fino al 3-0 finale. Altri fischi, più sommessi, hanno accompagnato il giro di campo per i saluti. Zaccagni e Marusic in prima fila a raccogliere il malcontento. L’ultima vittoria casalinga resta quella del 23 novembre contro il Lecce ed è da febbraio 2025 la Lazio non infila due successi consecutivi in campionato.






