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Lazio, è rottura totale tra Lotito e i tifosi: ora il Sassuolo, come dodici anni fa

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Simone Locusta
per Lalaziosiamonoi.it
sabato 7 marzo 2026, 08:45Primo Piano
autore Simone Locusta
07.03.2026 08:45Primo Piano
www.imagephotoagency.it
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RASSEGNA STAMPA - Sono passati dodici anni da quel Lazio - Sassuolo del 23 febbraio 2014, quando andò in scena uno dei primi atti di ribellione contro la società biancoceleste. "Io e le contestazioni a Lotito siamo diventati grandi insieme": il Corriere dello Sport esordisce così, riformulando una strofa di Claudio Baglioni per poi arrivare alle ironie del destino e del tempo.

Dodici anni dopo, il clima è più teso che mai e lunedì alle 20:45, allo Stadio Olimpico, andrà in scena un altro Lazio - Sassuolo dal forte significato emotivo per i tifosi, i quali diserteranno nuovamente lo stadio e non si presenteranno neanche a Ponte Milvio. La protesta viene da lontano, ben prima di questi dodici anni. Ma quel Lazio - Sassuolo del 2014 è stato un po' l'apice, il punto di non ritorno. Oggi la situazione è ancora più tesa, se possibile.

Il 2014 è lontano, erano altri tempi. Nel tono della protesta, i classici “Lotito ladro di sogni”, “Libera la Lazio”, e “Lotito vattene” sono ancora attuali. Era la Lazio di Reja, che subentrò all’esonerato Petkovic. In quella partita, la Lazio scese in campo con Berisha, Konko, Biava, Dias, Radu, Alvaro Gonzalez, Ledesma, Mauri, Candreva, Klose, Lulic.

Altri tempi. Arisa vinceva il Festival di Sanremo, Maurizio Sarri non aveva ancora esordito in Serie A, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non superò lo sbarramento del 4% alle Europee. Sono cambiate molte cose, tranne l’avversione del mondo biancoceleste per Lotito. Anzi, quella è aumentata.

per Lalaziosiamonoi.it

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