Lecce, Di Francesco: "Gandelman mi ricorda Mauri. Corvino dice che il mercato è finito"
Eusebio Di Francesco, allenatore del Lecce, dopo il pareggio contro la Lazio è intervenuto al microfono di DAZN: "Perché Camarda mi ha abbracciato? Mi ha detto che mi vuole bene, anch'io gliene voglio. Abbiamo avuto un rapporto particolare, padre-figlio. Io ho tre figli, perciò so che significa fare questo lavoro, avere delle aspettative e della pressione addosso. Siccome resterà fuori per un po' e andrà a casa, ci teneva a salutarmi".
Sulla partita.
"Anche un pizzico di fortuna. Questa partita è simile a quella col Parma, abbiamo dominato nel primo tempo da ogni punto di vista, senza concedere niente alla Lazio che ha giocatori di grande livello. Peccato, perché un po' di lucidità nelle scelte finali e un pizzico di fortuna potevano aiutare. Ci pesa un po' questo fatto di fare pochi gol, può diventare un tallone d'Achille, ma noi dovremo essere bravi a liberarci velocemente di questo".
Si possono allenare lucidità e fortuna per trovare più gol?
"No, la fortuna no, e non mi piace neanche tanto nominarla. Però si può allenare la lucidità e bisogna farlo. Quando hai una squadra che ha dei mezzi e poi magari si spegne la luce negli ultimi metri, ci si può lavorare. Io per questa partita ho modificato alcune posizioni in campo, abbiamo impostato in maniera diversa e attaccato in modo differente. Ho ricevuto ottime risposte. Mi sono piaciuti i ragazzi, anche perché la Lazio faceva fatica a prenderci, nonostante difenda bene sulla palla. La fortuna non l'alleni, quella un po' devi andare a cercartela attraverso tante cose. Ma prima o poi arriva la fortuna, anche per me che non sono stato tanto fortunato ultimamente".
Che mercato di gennaio è per lei?
"Cheddira già lo conoscevo, l'avevo a Frosinone, ha caratteristiche differenti rispetto a Stulic. Ci serve perché è un giocatore diverso, sono contento di averlo a disposizione. Poi è venuto con grande voglia, quando l'ho chiamato mi ha detto solo 'Che bello' perché aveva il desiderio di tornare a lavorare con me. Abbiamo preso Gandelman, un centrocampista che mi ricorda un po' Stefano Mauri nel modo di attaccare, nei tempi di ingresso in area, nella maniera di attaccare la porta. E' un calciatore interessante, ha impattato bene in squadra e sul campionato. Poi è arrivato Ngom, che è più pronto e va a sostituire i due mediani. Il direttore mi ha detto che per adesso non c'è più mercato, è finito, ma vediamo perché poi magari qualcosa inventa".
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