Liverani e l'addio alla Lazio: "Lotito non vedeva di buon occhio i reduci dalla gestione Cragnotti"
Fabio Liverani oggi allena la Ternana, ma nel suo passato da calciatore è passato anche da Roma, sponda Lazio. Inevitabilmente, nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha parlato anche del suo addio ai biancocelesti: "Con Lotito è stata una trattativa assurda, durata 10 mesi". L'ex centrocampista racconta che avrebbe dovuto rinnovare, ma il presidente non vedeva di buon occhio quelli che arrivavano dalla gestione Cragnotti e quindi, dopo aver accettato, rifiutò il prolungamento: "Avevo capito che lui non mi voleva".
Liverani però sa che non fu quello l'unico momento difficile della sua avventura nella Capitale: "Mi venne dato del romanista al mio arrivo e mi scrivevano "n***o" o "spia" sui muri e negli striscioni sparsi per la città. Mi dispiaceva che mia mamma leggesse certe cose". Alla fine non veniva giudicato per quello che faceva in campo, ma per ciò che invece aveva fatto fuori. In passato infatti aveva esultato con dei tifosi giallorossi.
Il razzismo ha comunque fatto parte della sua carriera, pure a Reggio Calabria, quando lo insultavano con i classici "Buu" per il colore della pelle: "In una città del Sud non me lo aspettavo proprio. Mi fischiarono 90 minuti, ma l'unica risposta possibile è giocare e dare il massimo, ignorandoli".
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