Lotito contro Sarri e viceversa, storia senza precedenti. Neanche con Cecchi Gori o Zamparini
Quanto sta andando in scena alla Lazio, da ormai diversi mesi a questa parte, è una situazione con pochi precedenti nello scenario del calcio italiano. Forse sarebbe più corretto anzi rettificare in 'con nessun precedente del genere'. Qualcosa di vagamente simile magari lo si ritrova anche, scavando all'indietro nelle pagine del calcio italiano di primo livello, ma proprio con le medesime fattezze e condizioni, no.
Il senso è presto detto: sono ormai da mesi che in casa Lazio si sta assistendo a una separazione interna, che ricade anche sul sentimento della piazza. Da una parte l'allenatore Maurizio Sarri, dall'altra dirigenza e proprietà del club, nelle figure in particolare del presidente Claudio Lotito e del DS Angelo Fabiani: due fazioni che ormai si possono definire contrapposte, per quelli che sono stati gli sviluppi dialettici che si sono visti negli ultimi mesi. Tutto comincia di fatto in origine, dal blocco al mercato estivo della Lazio, cosa che lascia di sasso per primo lo stesso Sarri, il quale non perde occasione per sfogarsi e denunciare il fatto che non fosse stato informato. Da lì le uscite del tecnico si moltiplicano, ma iniziano ad arrivare anche delle risposte. E se Fabiani 'stempera', lo stesso non si può dire invece di Lotito. Almeno non nelle interviste 'rubate' dai quotidiani, con l'ultima che ha previsto una tirata d'orecchie per l'utilizzo di Daniel Maldini o l'attribuzione della paternità per la mancata cessione a gennaio di Noslin.
Non si ricordano precedenti di scontri a distanza tanto prolungati, e fin qui senza alcuna conseguenza diretta, come quelli tra Lotito e Sarri. Con uno scenario reso ancor più turbolento dalle contemporanee proteste della tifoseria biancoceleste che stanno lasciando costantemente spogli gli spalti dell'Olimpico nelle sfide casalinghe (lo scenario di ieri per la semifinale d'andata di Coppa Italia fa impressione).
Qualche situazione che può ricordare il contesto attuale della Lazio viene offerta dal passato del calcio italiano, più o meno recente. In molti avranno pensato per esempio alla gestione del Palermo fatta dallo scomparso Maurizio Zamparini, ma in quei casi (si ricordano per esempio storiche litigate con Beppe Iachini o Delio Rossi) le conseguenze arrivavano sempre in tempi brevi. Un po' come Cellino, o come qualche mese fa Urbano Cairo in direzione di Paolo Vanoli, prima di esonerarlo dall'incarico di guida tecnica del suo Torino. Oppure le 'tirate d'orecchie' di Berlusconi a vari suoi allenatori al Milan, che incassavano.
Il più celebre episodio di questo filone però è la lite tra Vittorio Cecchi Gori e Gigi Radice nel 3 gennaio del 1993. Una discussione pubblica, in diretta al 'Processo di Biscardi', conclusa con l'esonero inatteso dell'allora tecnico della Fiorentina da parte del proprietario viola del tempo. Una mossa che portò a una disastrosa retrocessione in Serie B da parte di quella Fiorentina. E che appunto però differisce eccome rispetto all'attuale diatriba a distanza di casa Lazio.
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