Il Borussia Dortmund lancia i talenti al posto nostro. Neanche la Premier fa come la A
Nello speciale sulle big d'Europa e sulla loro capacità di lanciare i giovani (che trovate QUI) è facile capire come non tutti i top club puntano sulle proprie giovanili, ma è chiaro che quando c'è bisogno di autarchia - come l'Athletic Club - ci sono moltissimi giocatori che arrivano dal vivaio. Semplicemente perché in Spagna, dove non ci sono i milioni, è difficile che vengano fatti passi più lunghi della gamba. Se dovessimo guardare i club non presi in considerazione - come il Como, l'Udinese oppure il Sassuolo - le cifre sarebbero simili con le grandi, non con le spagnole.
Di fatto le italiane non puntano sui propri giovani. È molto complicato vedere squadre che lanciano giocatori in stagione. L'Inter lo ha fatto con Matteo Lavelli, la Roma ha provato Alessandro Romano - ora prestato allo Spezia - e Antonio Arena, la Fiorentina addirittura tre (tra i 19 e i 21 anni) mentre il Napoli due 2003, di cui uno è rimasto - cioè Vergara - quindi ben oltre i venti. Le altre zero, come se non avessero giovani importanti. Paradossalmente l'Atalanta ha ben sei giocatori (di cui tre portieri e tre difensori) che provengono dal settore giovanile.
Nemmeno le squadre di Premier si comportano come noi. Solo l'Arsenal ha cifre vicine a quelle del campionato italiano. Il City inserisce anno dopo anno qualche giovane in una squadra già fortissima, così come lo United - che ha spedito in prima squadra già quattro giocatori. Stranissima la situazione del Borussia Dortmund: pochissimi i giovani lanciati, ma tre sono italiani: Filippo Mane, Luca Reggiani e Samuele Inacio.
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