È un incubo che non finisce più! Italia fuori anche stavolta, vince la Bosnia ai rigori
Dateci uno schiaffo se è tutto un sogno. Svegliateci da quest'incubo perché ora davvero non ne possiamo più. E' dal 2017, è dal tiro di Johansson che ci condannò all'eliminazione contro la Svezia che siamo entrati nel peggiore dei mondi possibili e ora non sappiamo più come uscirne. Allora c'era Ventura in panchina, per tutti tutta colpa di un CT inadeguato. E allora Roberto Mancini? Nel 2022 da campioni d'Europa in carica il destro di Trajkovski ci impedì di volare per il Qatar. Italia battuta a Palermo nientemeno che dalla Macedonia del Nord. Sembrava non potesse esserci di peggio: purtroppo, non avevamo ancora incrociato la notte di Zenica. Trentuno marzo duemilaventisei, un'altra data da aggiungere nel libro nero dei nostri ricordi. Questa volta a eliminarci ai calci di rigore è la Bosnia ed Erzegovina, squadra numero 66 del Ranking FIFA. La cura Gattuso non ha sortito gli effetti sperati e ci ritroviamo a casa per la quarta volta. La terza consecutiva.
Con gli stessi undici di giovedì sera, l'Italia stasera s'è trovata di fronte una nazionale più aggressiva e tecnica rispetto all'Irlanda del Nord. Centrocampisti ed esterni capace col palleggio di mettere in difficoltà gli azzurri, ma anche un portiere che dopo un quarto d'ora ha servito alla nostra Nazionale lo 0-1 su un piatto d'argento. Dopo 15 minuti è stato infatti Vasilj a consegnare il pallone a Barella che a sua volta ha fornito a Kean l'assist per la rete che ha sbloccato il match. Il sesto gol nel ciclo Gattuso per l'attaccante della Fiorentina che dal limite dell'area ha lasciato partire una conclusione di prima intenzione imparabile per il portiere.
Partita in discesa? Nemmeno per sogno. Perché l'Italia ha subito tirato i remi in barca e la Bosnia sotto nel punteggio ha avuto il grande merito di non perdere la bussola. Di caricarsi e di rendersi un minuto dopo l'altro sempre più pericolosa. La squadra di Barbarez nel primo tempo ha fatto la differenza soprattutto con i suoi esterni molto tecnici, ha messo al centro spioventi sempre più insidiosi. Demirovic e Memic hanno sfiorato il pareggio prima del duplice fischio, soprattutto Bastoni al 42esimo s'è fatto espellere per un evitabile fallo da ultimo uomo che ha costretto gli azzurri a disputare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica.
Con Gatti al posto di Retegui e con Palestra in campo per Politano, Gattuso nel secondo tempo ha schierato i suoi con un 3-5-1 tutto difesa e (sporadiche) ripartenze. Barbarez dal canto suo è ripartito con Tahirovic e Alajbegovic, all'intervallo ha caricato una Bosnia che fin dai primi minuti della ripresa ha chiuso l'Italia nella sua area di rigore. Gli azzurri nel secondo tempo hanno capitalizzato malissimo tre importanti contropiedi, soprattutto con Kean hanno sciupato la rete dello 0-2. Però nella ripresa la squadra di casa ha controllato in lungo e in largo il gioco e al 79esimo, dopo un paio di miracoli di Donnarumma, ha trovato la rete dell'1-1. Il gol di Haris Tabakovic che ha trascinato la partita ai tempi supplementari.
Dal 90esimo al 120esimo l'episodio più clamoroso è stato il mancato cartellino rosso a Muharemovic dopo un fallo da ultimo uomo su Palestra. Un episodio che ha acceso ancor di più gli animi e resi ad altissima tensione i tiri dal dischetto. Dagli undici metri decisivi gli errori di Esposito e Cristante, impeccabili i bosniaci che dopo il Galles eliminano anche l'Italia dagli undici metri.
Ma quando torneremo a giocarci la fase finale di un Mondiale? L'ultima partita fu il 24 giugno 2014, 4298 giorni fa. E chissà a questo punto quando sarà la prossima. Inutile stasera anche solo parlare di 2030. Di riscatto, di futuro. L'ultima volta il gol di Godin e il morso di Suarez, eliminati da Uruguay e Costa Rica. Ci sembrava non potesse esserci nulla di peggio e invece guardate dove siam finiti. Ci siamo ridotti a invidiare anche una delle peggiori rassegne Mondiali perché almeno in Brasile c'eravamo. Anche stavolta invece il Mondiale ci ritroviamo a guardarlo davanti alla tv. Nonostante i buoni propositi, nonostante l'allargamento a 48 squadre. Più che ai margini dell'impero: ormai siamo sottoterra. Sprofondati.
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