Il karma punisce l'Italia: esultava per la Bosnia, ma i rigori mandano loro ai Mondiali
Amarissima sconfitta per l'Italia, che cede il passo in Bosnia ai calci di rigore e si vede quindi costretta a dover rinunciare alla possibilità di giocare un Mondiale per la terza edizione di fila. Una profonda delusione, quella che hanno dovuto sopportare gli appassionati di calcio del nostro paese, aggrappati alle speranze di poter assistere a un'impresa da parte di Gattuso e dei suoi ragazzi, e invece costretti a prendere atto dell'ennesimo fallimento.
Più di qualcuno probabilmente, nello sconforto che ha avvolto gli appassionati di calcio di una nazione intera, dopo la sconfitta azzurra in Bosnia ai calci di rigore avrà ripensato alla scena successiva alla vittoria sull'Irlanda del Nord, quando nel box della New Balance Arena alcuni protagonisti dell'Italia (gli interisti Dimarco e Pio Esposito e il portiere Vicario, peraltro fuori dai convocati) erano stati ripresi mentre esultavano per il successo bosniaco in Galles. Lo stesso Dimarco poi ha chiarito come non si trattasse di una mancanza di rispetto, ma la frittata intanto era già fatta.
Si potrebbe amaramente pensare che sia una sorta di lezione del karma nei confronti dell'Italia e di un'esultanza che oggi appare decisamente invecchiata male: la Nazionale che esultava per il successo bosniaco ai tiri di rigore in Galles, è stata eliminata proprio dalla Bosnia... ai rigori. Quasi come una lama che affonda all'interno di una ferita che sembrava invece potersi rimarginare. E dopo la quale si è spalancata di nuovo una voragine di incertezze sotto il nostro movimento.
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