Alla Lazio è sbarcato il nipote di Winston Bogarde. Ecco Doekhi: "Sono in un grande club"
"Sono entusiasta di essere qui, la Lazio è un club davvero importante". Danilho Doekhi, difensore centrale classe 1998 che arriva in biancoceleste dopo il termine del suo precedente contratto con i tedeschi dell'Union Berlino, ha parlato così nelle sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali del club: "Spero di mettere le mie qualità al servizio della squadra, che il club possa apprezzarle e che io possa aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi".
"Ho parlato con mister Gattuso - continua Doekhi -, abbiamo fatto una bella chiacchierata, adesso dobbiamo solo lavorare. Ci sono due ragazzi olandesi qui (Taylor e Noslin, ndr) e questo mi aiuta molto, possono facilitare il mio inserimento a le mia integrazione nel gruppo. Quindi è bello che siano già qui. La Lazio è un grande club, naturalmente lo conoscevo già. Seguo molte partire del campionato italiano e ho visto giocare la Lazio diverse volte", prosegue il neo difensore biancoceleste prima di descrivere le proprie caratteristiche: "Sono un difensore che cerca di leggere il gioco, a cui piace difendere, affrontare gli attaccanti e impedire loro di segnare, aiutando la squadra a mantenere la porta inviolata, ma mi piace essere pericoloso nell'area avversaria sui calci piazzati e segnare di testa. Credo di avere diverse caratteristiche".
Danilho Doekhi proviene da una famiglia dove evidentemente il calcio scorre nelle vene: "Sì, mio zio Winston Bogarde ha giocato anche in Italia, ha militato in grandi club (oltre al Milan, l'ex difensore ha vestito le maglie di Ajax, Barcellona e Chelsea). Parlo spesso con lui, anche di questo trasferimento. Mi ha detto che la Lazio è un grande club, che l'Italia è un bel paese in cui vivere e che il campionato è molto competitivo. Anche i miei due cugini stanno facendo bene: uno è all'Aston Villa e l'altro al LASK. Ognuno sta seguendo il proprio percorso".
Chiusura con i modelli da seguire. "Il mio idolo è sempre stato Varane. Ha smesso fi giocare ma mi è sempre piaciuto tantissimo, anche perché abbiamo uno stile di gioco abbastanza simile. Per me è un punto di riferimento. Il mio nome? Potete chiamarmi Dani, oppure Duki. Insomma, chiamatemi come preferite! Ai tifosi voglio dire che sono felicissimo di essere qui, che non vedo l'ora di conoscerli e spero di regalargli tante soddisfazioni".
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