Fiducia Spalletti-Juve, Fabiani parla ai tifosi della Lazio. Pioli da Fabregas: le top news delle 13
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Yvonne Alessandro
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Oggi alle 13:00Serie A
autore Yvonne Alessandro
20.10.2026 13:00Serie A
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La pesante sconfitta per 0-3 contro la Lazio ha riaperto una profonda crisi in casa Juventus, rievocando tra i tifosi le paure già vissute durante le passate gestioni di Thiago Motta e Tudor e alimentando le voci su un ipotetico ritorno di Antonio Conte. Ciononostante, Luciano Spalletti ha incassato la piena fiducia della società - con i dirigenti Giovanni Carnevali e Ricky Massara compatti al suo fianco anche nella gestione del caso Bremer, sgonfiatosi con una multa al difensore -, pur sapendo di non avere più alibi né margini di errore dopo un avvio deludente, complicato anche dai paletti Uefa. Per risollevare un gruppo confuso, fragile e incapace di recepire appieno le sue idee tattiche, il tecnico di Certaldo sta valutando nei colloqui alla Continassa una svolta verso il 3-5-2 per garantire maggiore equilibrio e valorizzare la coppia d'attacco Kolo Muani-Woltemade, pur dovendo gestire il nodo dell'adattamento dei tanti esterni in rosa; ora però la parola passa al campo e già nell'imminente sfida di Europa League contro il Rennes serviranno fatti concreti, un'identità precisa e una reazione di carattere per scacciare i dubbi e restituire serenità a tutto l'ambiente.
Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha parlato della situazione problematica dello stadio Olimpico semi-vuoto per la protesta della tifoseria contro la proprietà Claudo Lotito. Facendo un appello alla piazza biancoceleste: "Questa è la nota dolente. Nel settore ospiti c'è stato uno spettacolo, la gioia dei ragazzi di condividere con la gente questa vittoria... Sarò ripetitivo, mi prenderò altri insulti, ma non fa niente, è anche il mio ruolo, un dirigente ci deve mettere la faccia, le vittorie non appartengono a un dirigente, semmai le sconfitte. L'Olimpico vuoto lo sento un po' come un macigno, mi pesa molto, non dico mai cose banali, roba da non dormirci la notte. Rifacendomi a situazioni molto più serie di queste, le guerre andrebbero debellate dalla faccia della Terra, esistono anche le tregue. Lì salva migliaia di vite umane e scusate l'accostamento, ma quella parola... Voglio lanciare un guanto e non di sfida, ma di amore e buonsenso. Siamo tutti intelligenti, non c'è chi è più erudito, siamo tutti uguali e figli di nostro Signore. Perché non prenderci una tregua, poi ognuno rimane sulle proprie posizioni e ognuno vede la vita per quello che gli prospetta, ma potrebbe significare qualcosa di importante per la squadra e per l'allenatore. Non faccio questo ragionamento perché c'è un problema di botteghino, non c'entra niente. Mi piacerebbe vedere lo stadio pieno, al di là del risultato, accarezzare un clima bello e festoso, da condividere loro con i calciatori e i calciatori con loro. Ho lavorato intensamente, ma lo abbiamo fatto tutti anche per questo. Da questo campionato desidererei una tregua, ma l'idea di vincere con i tifosi penso che sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto".
Inaspettata visita a Mozzate per il Como di Cesc Fabregas: alla vigilia del super match contro il Manchester United per il terzo turno della League Phase di Champions League, Stefano Pioli si è presentato al centro sportivo lariano in occasione dell'allenamento a porte aperte. L'ex allenatore della Fiorentina - oggi svincolato dopo l'esonero dello scorso novembre 2025 - si è accomodato sugli spalti del campo principale sfoggiando un volto disteso e sorridente insieme ai giornalisti presenti, spinto da una ragione molto semplice: un momento di aggiornamento professionale per studiare da vicino la preparazione tattica del tecnico catalano in vista del grande appuntamento europeo.
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