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Lecce-Genoa 2-2. Il Grifo si illude, viene rimontato e rischia in 9 contro 11

08.12.2019 14:25 di Gaetano Mocciaro    articolo letto 13611 volte
Lecce-Genoa 2-2. Il Grifo si illude, viene rimontato e rischia in 9 contro 11
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il Lecce non vince in casa in Serie A da aprile 2012, il Genoa è a digiuno di successi in trasferta da gennaio. Il pareggio era di conseguenza il risultato più prevedibile e così è stato. Ma è il modo in cui è arrivato che ha reso la partita bellissima. Finisce con un 2-2 pieno di colpi di scena, ma che non accontenta nessuno: né gli ospiti che hanno buttato via una vittoria alla portata a causa di un folle secondo tempo; né i padroni di casa che rimontano e nonostante l'inerzia a favore non approfittano della doppia superiorità numerica per mettere la freccia. E anche la classifica continua a sorridere poco.

BABACAR E SCHONE TITOLARI Rispetto all'ultima partita di campionato, Liverani ritrova Majer a centrocampo. Squalificato Rossettini, spazio a Dell'Orco al centro della difesa. Davanti Babacar vince il ballottaggio con Farias e Falco e farà coppia con La Mantia. Thiago Motta conferma la difesa a tre vista in Coppa Italia contro l'Ascoli e ribadisce la fiducia a Pinamonti, protagonista con una doppietta martedì. Ghiglione vince il ballottaggio con Ankersen, confermato Schone che formerà la cerniera di centrocampo con Sturaro.

PANDEV SHOW Primo tempo che sembra già una sentenza, con un Genoa sceso in campo con un approccio migliore, determinato a fare risultato e abile a sfruttare le defaillances dei salentini, che si sono per ora distinti per i numerosi palloni persi. Uno di essi è sanguinoso: Gabriel per anticipare Pinamonti esce dall'area e spazza, trovando però la vecchia volpe Pandev ad avventarsi sul pallone e calciare da trenta metri col sinistro, superandolo con un pallonetto. Il Lecce è fin qui poca cosa: Babacar ha una occasione di testa, poi si incarta nel finale del tempo nel tentativo di concludere a rete. Anche La Mantia fatica, ben controllato dall'attenta difesa genoana. A sei secondi dalla fine dei tre minuti di recupero Lucioni atterra ancora Pandev in area: è rigore che Criscito calcia benissimo, indirizzandolo nel sette alla destra del portiere che intuisce ma non ci arriva.

LIVERANI CAMBIA E VIENE PREMIATO Nella ripresa Liverani si gioca i tre cambi nel primo quarto d'ora. La scelta che paga subito i suoi dividendi perché i neo-entrati confezionano il gol della speranza: al 60' Farias si guadagna un corner, Falco dallo schema su calcio d'angolo si inventa un gol "alla Del Piero", trovando la sponda di Petriccione e superando con un sinistro a giro Radu da posizione defilata. Dieci minuti dopo Falco (ancora lui) pennella per l'altro volto nuovo Tabanelli, che di testa pareggia i conti. È un 2-2 impronosticabile all'intervallo, anche vedendo i primi minuti della ripresa. Infatti il Grifone al ritorno dagli spogliatoi si era divorato lo 0-3 con Agudelo, che tira addosso al portiere. La cosa grave, il colombiano la fa però due minuti prima del 2-2 quando si fa espellere per somma di ammonizioni, l'ultima delle quali davvero ingenua. Errori di gioventù, verrebbe da dire guardando la carta d'identità del giocatore, nato nel 1998. Non si può dire lo stesso di Goran Pandev, anni 36, che cade nello stesso tranello e lascia i suoi in nove a un quarto d'ora dalla fine.

CI SARÀ DA SOFFRIRE Nonostante ci sia ancora tempo per il sorpasso definitivo, il Lecce non trova il guizzo finale e continua il suo digiuno di vittorie contro il Grifone che dura dal 2006. Per risalire all'ultima vittoria in Serie A addirittura bisogna andare al 1990. Resta di positivo il carattere dei salentini a recuperare una situazione quasi disperata, mantenendo i diretti avversari per la salvezza a distanza di sicurezza (+4). Motta mastica amaro, la vittoria sfugge ancora e manca dalla sua partita d'esordio il 26 ottobre (3-1 sul Brescia): allora furono i cambi a svoltargli la partita, stavolta sono i cambi altrui a indirizzare altrove l'incontro.

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