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Il calciomercato non aspetta l'assurdo errore del Milan: rinnovi e dia più forza a Maldini e Massara. A Livorno nasce la nuova Juventus di Allegri: tutte le richieste. Marotta può rischiare sui colpi in entrata più di Cherubini: ecco perchéTUTTOmercatoWEB.com
domenica 19 giugno 2022, 09:33Editoriale
di Marco Conterio

Il calciomercato non aspetta l'assurdo errore del Milan: rinnovi e dia più forza a Maldini e Massara....

Nato a Firenze il 5 maggio 1985, è caporedattore e inviato di Tuttomercatoweb.com. Adesso in Rai con Notte Azzurra, 90° Minuto e Calcio Totale.
Quello che il Milan sta affrontando in queste ore è uno scoglio inatteso. Che distona completamente con i festeggiamenti e la gloria di fine stagione, che sarà presto superato ma che non è certo figlio di virtù, programmazione e visione. Perché Paolo Maldini e Frederic Massara, già in passato nell'occhio del ciclone Rangnick e usciti in gloria sulla scialuppa dello Scudetto, possono trovare preaccordi con qualsivoglia giocatore. Possono ottenere il si di Sven Botman, raggiungere l'intesa totale con Lille e Renato Sanches, ma se poi dalla proprietà non arriva la luce verde allora tutto va perduto. Perché il mercato non aspetta nessuno. Non attende dirigenti lungimiranti, scout abili, società vincenti. Di club disposti a pagare e a offrire contanti e progetti è pieno il calcio, figuriamoci poi se arrivano dall'Arabia Saudita (Newcastle per Botman) e Qatar (PSG per Renato Sanches). Pur con l'attenuante logica e comprensibile del passaggio di proprietà, non aver rinnovato coi due dirigenti, premiandoli anche con responsabilità più ampie in quanto a decisioni e potere, è uno sbaglio da dilettanti e che non si addice a tutto quel che di buono Elliott ha fatto finora. Per rimediare c'è pochissimo tempo, quello del mercato non aspetta e perdona nessuno. Firmare subito con entrambi e di concerto con la nuova proprietà approvarne le scelte non sarebbe solo un gesto di riconoscenza e apprezzamento per il lavoro fatto. Sarebbe semplicemente la scelta giusta.

A Livorno nasce la nuova Juventus
Un'altra società che è in ritardo, ma che ha tempo per recuperare, è la Juventus. A Livorno, Massimiliano Allegri e Federico Cherubini hanno discusso del futuro prossimo del club. Che nonostante la deludente scorsa stagione ha dimostrato caparbietà e convinzione (le malelingue diranno anche costrizione per un contratto oneroso e lungo): il progetto è sempre più nelle mani del tecnico. Non sarà più una Juve consegnata chiavi in mano ad Allegri ma costruita con e per lui. Le richieste sono chiare. Paul Pogba in mezzo. Angel Di Maria sull'esterno, e nelle prossime ore a Ibiza si gioca la gara del dentro o fuori col Fideo. Un vice Dusan Vlahovic d'esperienza, Allegri vuole il suo Giroud. Poi pure un altro uomo d'attacco, e stante la difficoltà nella conferma di Alvaro Morata il nome di Nicolò Zaniolo resta forte e primario per i bianconeri. Poi un difensore pronto per prendere giocarsi con Leonardo Bonucci e con Matthijs de Ligt i due posti in difesa. Allegri ha pure ribadito la sua lista di partenti, da Arthur a Ramsey, da Alex Sandro a Pellegrini passando anche per Rabiot.

Il grande vantaggio di Marotta
La terza grande al centro del mercato è l'Inter che, a differenza della Juventus, ha un enorme vantaggio. Può prendersi il rischio d'impresa di fare anche degli "anticipi di cassa", come il prestito di Romelu Lukaku, l'ingaggio di Paulo Dybala e non solo, nonostante la situazione deficitaria delle casse. Questo perché ha dei capitali in casa, dei giocatori con i quali teoricamente potrebbe sistemare costi e conti. La Juve, eccezion fatta per Vlahovic, Locatelli e Chiesa, freschi e nuovi protagonisti del progetto, non ha dei Lautaro Martinez, dei Nicolò Barella, dei Milan Skriniar, degli Alessandro Bastoni se non Matthijs de Ligt che ha potenzialmente la certezza di poter vendere al miglior milionario offerente. Dei capitali garantiti già in rosa, insomma. Eccolo, il grande vantaggio dell'Inter, quello che permette a Marotta di poter prendersi anche dei rischi sugli innesti, cosa che ancora Cherubini non può permettersi di fare.