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RBN - Pres. Lecce: "Stipendi, allenamenti e ripresa, non vogliamo trarre alcun vantaggio"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 08 aprile 2020 00:23Serie A
di Alessandra Stefanelli

RBN - Pres. Lecce: "Stipendi, allenamenti e ripresa, non vogliamo trarre alcun vantaggio"

Intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso di ‘Due in bianconero’, il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha fatto il punto sui temi più caldi relativi al calcio italiano in epoca di Coronavirus: “La sensazione è quella di provare a ripartire, dopo un primo momento in cui ognuno andava un po’ per i fatti suoi e si facevano tante previsioni di ripresa o di non ripresa che è un esercizio che non mi ha mai entusiasmato, finalmente si è capito che non è compito dei presidenti ma del Paese e delle istituzioni sanitarie decidere quando si potrà ripartire. L’indirizzo che ci viene dall’UEFA è quello di aspettare, se ci saranno i presupposti eventualmente si potrà ripartire perché è l’unico modo per evitare che il sistema calcio imploda su se stesso. Ovviamente bisognerà ripartire a condizioni di massima sicurezza e di salute per gli atleti. Se gli esperti ci diranno che si potrà ripartire bene, altrimenti bisognerà mettere una croce su questa stagione e ripartire dalla successiva, sperando che finalmente ci siano le condizioni di sicurezza”.

Sulla questione stipendi: “Sinceramente ancora non abbiamo iniziato, aspettavamo delle linee guida da parte della Lega di A che ci sono state ieri con questo comunicato che indica una strada chiara, quattro mensilità se non si dovesse più giocare, due mensilità se si dovesse completare il campionato. È chiaro che è una linea guida fondata su ragioni giuridiche, visto che la prestazione dei calciatori non c’è stata per cause di forza maggiore. Le linee guida servivano per dare un punto di partenza, sapendo che giuridicamente il quadro è quello”.

Sui possibili ricorsi a fine stagione: “Io ho tanto rispetto per i colleghi presidenti perché credo che bisogna sempre apprezzare chi prova a fare calcio in questo Paese, visto che spesso significa perdere soldi. Capisco lo stato d’animo dei colleghi che è anche il mio, per questo ho sempre detto che se ci sono le condizioni vogliamo tornare in campo, anche se il Lecce avrebbe un vantaggio dall’interruzione del campionato. Non ne vogliamo approfittare, vogliamo giocarcela sul campo e siamo pronti a rischiare. Di più come presidente non posso dire anche per rispetto dei colleghi”.

Sulle parole di Calcagno che ha accusato i presidenti di speculare sull’emergenza: “Non so se si riferisce a qualche presidente nello specifico, non mi sono piaciuti i termini che sono poco consoni al momento che stiamo vivendo. Non è giusto parlare di offerte vergognose, c’è da risolvere un problema che abbiamo tutti secondo buon senso. Nel momento in cui le società perdono le quote dei diritti tv, gli sponsor, il merchandising e gli incassi dello stadio bisogna trovare delle soluzioni. Se Calcagno pensa che queste perdite vengano compensate con due mensilità dovrebbe portare dei numeri. Nel caso del Lecce sarei pronto numeri alla mano a fargli vedere che non è così. I miei calciatori sono stati intelligenti e non si sarebbero mai permessi di respingere la proposta con questi toni”.

Sulla Juventus: “Ha fatto il massimo, io non so se saremo in grado di raggiungere un risultato come quello raggiunto da loro. Non voglio migliorare nemmeno di un euro la situazione finanziaria del Lecce, voglio solo riportarla in pari. Anche perché noi abbiamo tutto l’interesse che il Lecce continui a stare in Serie A, in modo che possa garantire loro gli stipendi per i prossimi anni di contratto”.

Sugli abbonati e gli allenamenti: “Abbiamo 20mila abbonati che è un record, è fonte di orgoglio e di onore. Siamo stati inondati da mail di tifosi che ci hanno detto di non volere il rimborso, ma noi saremo disponibili per chi volesse richiederlo. Magari possiamo gratificarli sul prossimo abbonamento. Sugli allenamenti, la Lega Serie A ha deciso di autolimitarsi per proteggere i propri atleti. Se dovesse essere riaperta la possibilità alla scadenza del decreto bisogna avere comunque prudenza. Bisogna vedere qual è davvero la situazione del Paese. Noi abbiamo avuto la fortuna di essere stati colpiti in maniera abbastanza blanda dalla pandemia, ma abbiamo comunque interrotto gli allenamenti sia per questioni di salute sia per non avvantaggiarci di questa situazione. Sarebbe stato immorale continuare, quindi sarebbe bello che tutti facessero la stessa cosa”.

Clicca sul podcast per la trasmissione completa.
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