Lecce, Paco Esteban si racconta: "Il mio sogno si è avverato, voglio continuare a crescere"
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Daniel Uccellieri
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Oggi alle 14:38Serie A
autore Daniel Uccellieri
14.10.2026 14:38Serie A
L'attaccante classe 2006 del Lecce racconta l'esordio in Serie A, la fiducia di Di Francesco e il rapporto speciale con il padre.
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L'esordio in Serie A, la prima da titolare, la fiducia del Lecce e la voglia di continuare a crescere. Paco Esteban, giovane attaccante spagnolo classe 2006, si è raccontato ai canali ufficiali del club salentino, ripercorrendo le emozioni dei primi mesi in prima squadra e gli obiettivi per il futuro.
L'esordio in Serie A e la prima da titolare
Paco, partiamo da una data: domenica 13 settembre 2026, il tuo esordio in Serie A. Che emozione è stato farlo davanti a un Via del Mare con 25.000 spettatori, per di più in occasione di una vittoria? "È un giorno che ricorderò per tutta la vita. Ho realizzato un sogno per il quale lavoro da tanto tempo, giorno dopo giorno, attraversando momenti difficili e altri più belli. Sono molto grato al mister per avermi dato l'opportunità di giocare al Via del Mare davanti a tifosi spettacolari. Farlo con una vittoria è stato perfetto: non avrei potuto chiedere di più". Domenica scorsa è arrivata anche la tua prima partita da titolare in Serie A contro il Bologna. Una gara giocata a viso aperto, anche se terminata con una sconfitta. "Sono molto felice per aver giocato la mia prima partita da titolare in Serie A, ma il sapore è agrodolce. Penso che in campo abbiamo fatto una buona prestazione e che dobbiamo migliorare alcuni dettagli, perché in Serie A fanno la differenza. Secondo me, in casa meritavamo un punto". Il prossimo appuntamento è domenica a Udine. Come sta procedendo il lavoro settimanale in vista della sfida? "Da ieri tutta la squadra è concentrata sulla prossima partita. Dobbiamo capire dove possiamo migliorare rispetto alla gara contro il Bologna e lavorare sui nostri punti deboli per presentarci preparati a Udine. Continuiamo a lavorare per essere pronti".La fiducia di Di Francesco e del Lecce
Il mister Di Francesco ti ha dato la possibilità di esordire in Serie A e di giocare un tempo intero a San Siro, oltre a schierarti titolare contro il Bologna. Senti la sua fiducia? Quali sono i suoi consigli per te? "Il mister mi sta dando tanta fiducia in ogni partita, ma allo stesso tempo mi segue da vicino perché vuole che migliori e che sia più cattivo in ogni allenamento. Mi insegna che, se sbaglio un pallone, devo pensare subito a quello successivo. Tutti possono commettere errori, l'importante è concentrarsi sull'azione seguente". Alla stima dell'allenatore si aggiunge quella del club, che nei giorni scorsi ha confermato la fiducia nei tuoi confronti con il riunnovo di contratto. "Già l'anno scorso, quando giocavo in Primavera, sentivo tanta fiducia da parte della società, del direttore Trinchera e del presidente, che veniva spesso a vedere le partite. Anche quest'anno mi hanno dato una cosa ancora più bella, permettendomi di continuare il mio percorso con il club. Sono molto felice e voglio restare qui. Sono davvero grato a tutti loro". González, Berisha, Dorgu, Burnete e Gorter sono soltanto alcuni dei giovani passati dalla Primavera alla prima squadra. Quanto è importante sapere di giocare in un club che premia il lavoro nel settore giovanile con opportunità in Serie A? "Quando sei in una società che crede nei giovani, hai tanta motivazione. Il Lecce ha una lunga tradizione di giocatori cresciuti nel settore giovanile e vederli arrivare nel calcio professionistico ti fa capire che anche tu puoi riuscirci. Questo ti spinge a lavorare ogni giorno e a credere nella possibilità di arrivare in prima squadra". Il Lecce ha una delle rose più giovani della Serie A. È un vantaggio per te essere in un gruppo con esperienza, ma allo stesso tempo vicino a te per età? "Sì, è un gruppo giovane che mi è sempre stato vicino. È una squadra con tanta voglia di migliorare ogni giorno e di continuare a offrire prestazioni di livello sempre più alto in Serie A".Gli idoli, le caratteristiche e la vita a Lecce
Qual è stato il tuo idolo da bambino e quale attaccante della Serie A segui con particolare interesse? "Da piccolo mi è sempre piaciuto Mbappé. Dallo scorso anno, invece, seguo molto anche Malen, l'attaccante della Roma". Ai tifosi del Lecce che ti stanno conoscendo adesso, come descriveresti l'attaccante Paco Esteban? "Mi descriverei come un attaccante che lavora molto per la squadra, sia nel pressing sia nel dare tutto in campo. Mi piace anche attaccare la profondità". Qual è la differenza che stai notando maggiormente tra il calcio giovanile e quello della prima squadra? "Soprattutto la differenza fisica e il ritmo, che è più alto in ogni partita". Questo è il tuo secondo anno a Lecce e la tua prima esperienza lontano dalla Spagna. Come ti trovi a vivere qui? "Mi trovo molto, molto bene. È una città bellissima e le persone sono calorose. Adesso capita che i tifosi mi fermino per strada e mi diano tanta fiducia, incoraggiandomi a continuare così. Sento che mi vogliono bene".Il rapporto con il padre e il sogno realizzato
Anche tuo padre era un attaccante e ha giocato nella Liga spagnola. Che emozione è per lui vederti giocare in Serie A? "Mio padre è la persona grazie alla quale sono qui. Ho realizzato il mio sogno anche grazie a lui, perché è sempre stato al mio fianco. Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo quattro anni ed è stato lui a darmi tanti consigli. Mi è sempre stato vicino nei momenti più difficili, ma anche in quelli più belli. Mi aiuta continuamente a migliorare e a capire che posso fare sempre qualcosa in più. In questo momento è molto felice, ma mi ha sempre detto di non fermarmi e di continuare ad avere fame, lavorando ancora di più".Altre notizie
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