Garzelli: “Dieci per Sempre, il mio omaggio alla storia di Protti”
Livorno – Nella giornata di San Valentino “10 per Sempre”, la mostra ideata e realizzata da Miki Garzelli in collaborazione con l’Unione Sportiva Livorno 1915 e con il Parco Levante, ha vissuto probabilmente la sua fase di apice, in quel frangente del pomeriggio in cui ha ricevuto le visite del presidente del Livorno Joel Esciua, nonché dei calciatori Luca Bonassi e Davide Gentile; a margine della mostra, prima che quest’ultima entrasse nel vivo, lo stesso Garzelli si è fermato ai nostri microfoni per commentare l’andamento della stessa, per spiegare la decisione di incentrare un’intera mostra sulla figura di Igor Protti e per raccontare come intenda continuare a strutturare la sua Collezione Cuore Amaranto.
“In riferimento a “10 per Sempre”, posso dire che si tratta di un’iniziativa che ho fortemente voluto realizzare nel giorno del centoundicesimo compleanno amaranto: a differenza di altri anni e di altre circostanze, in cui ho sempre creato e inventato mostre sul Livorno considerato nel suo complesso, questa volta ho voluto dedicarmi alla figura di Protti che, oltre ad essere parte integrante della gloriosa storia del Livorno, è colui che mi ha fatto innamorare dei colori amaranto, quando ero piccolo; se ciò è avvenuto, è stato dovuto in parte a Igor, campione fuori e dentro il campo, e in parte a mio nonno Mario (Zucconi, ndr), che mi ha preso per mano e che, per me, è stato un vero e proprio insegnante di storia amaranto”.
“Oltre alla passione per la maglia amaranto, mio nonno Mario mi ha trasmesso anche la passione per lo stare in porta tant’è che io ho sempre giocato a calcio e, proprio in occasione di una delle classiche gabbionate, arrivò il mio primo input sulla strada del collezionismo, quando volli acquisire assolutamente la maglia di Lucarelli (Cristiano, ndr): da lì in poi, andai alla ricerca di quella di Protti, di Andrea Ivan, di Marco Amelia e ora posso dire di possederne circa seicentocinquanta”.
La ricerca delle maglie da parte di Garzelli prosegue senza sosta, tanto che è notizia di queste ultime settimane l’acquisizione di un fondo dove esporre tutte le maglie raccolte in tanti anni di collezionismo: “Esattamente, è proprio così: ho acquistato un fondo, dove ho iniziato da poco a fare dei lavori, allo scopo di realizzare una sorta di museo privato in cui metterò in mostra tutti i cimeli che appartengono alla mia collezione; prenotando una visita guidata, sarà possibile visitarli, vederli e (perché no?) anche toccarli, trattandosi di cimeli che sono belli anche da toccare. Il tutto avverrà senza scopo di lucro, ma al fine di fare in modo che la mia passione diventi la passione di tutti e che io la possa condividere con la città”.
Livorno, Messina e Bari sono state le tappe più importanti di un’interminabile carriera che ha visto Protti partire da Rimini e fermarsi anche a Bergamo, a Roma, a Napoli e a Reggio Emilia: ma, proprio da Messina, Garzelli ha ricevuto la visita del carissimo amico Alessandro Certo, arrivato dalla Sicilia per omaggiare la mostra e per portargli una maglia speciale: “Alessandro è arrivato dalla Sicilia proprio in queste ore e mi ha portato una maglia ideata e realizzata dalla Società Cooperativa Calcistica Messina per celebrare Protti che, nei suoi tre anni di permanenza a Messina, realizzò 35 gol in 114 partite: e proprio a Messina - dove avrebbe dovuto disputare la sua ultima partita ufficiale il 29 maggio 2005, dove Luca Mazzoni esordì in Serie A e dove Cristiano Lucarelli si aggiudicò il titolo di capocannoniere - Igor fu premiato dall’allora presidente Pietro Franza per i suoi trascorsi in maglia giallorossa”.
Inaugurata alle 17:00 di venerdì 13 febbraio, la mostra è iniziata nel migliore dei modi, ma ha ancora davanti a sé due giorni interi di esposizione, dal momento che osserverà per intero l’orario del Centro Commerciale Parco Levante (09:00-20:00, dal lunedì alla domenica): “Sono qui da un’ora e ho visto che la mostra sta andando benissimo: in queste ore, ho ricevuto tanti messaggi di complimenti e di felicitazioni dai soggetti più lontani e più diversi ma, contando sul week-end non lavorativo, la speranza è quella di attrarre il più possibile grandi e piccini facendoli appassionare alla storia di Igor”.






