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Questo Milan non è ancora da ScudettoTUTTOmercatoWEB.com
domenica 25 ottobre 2020 08:00Editoriale
di Marco Conterio

Questo Milan non è ancora da Scudetto

Nato a Firenze il 5 maggio del 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb. In passato speaker su RMC Sport e Radio Sportiva, è stato firma per Il Messaggero e per La Nazione
Il plotone di chi memore del giudizio sull'arrivo di Zlatan Ibrahimovic, e qui trovate il link, ora drizza le antenne, si ode già all'orizzonte. Ritenevo specchietto per le allodole lo sbarco sullo stralunato pianeta Milan dello svedese, ma non avevo fatto i conti con quel che è, e non solo era, Zlatan Ibrahimovic. Catalizzatore non solo di telecamere ma pure di gioco, gol, chioccia, uovo e gallina. Quel Milan non ha raggiunto la Champions ma perché partiva da una rincorsa troppo lontana. Era vero, ed è vero, che quell'arrivo rappresentò una rottura totale con la direzione del passato ma l'interpretazione errata fu considerarla un terremoto d'immagine e non una scossa d'assestamento.

Altamente improbabile Però non basta, o almeno così pare. Certo, questo Milan vive su una sua Luna fatta d'entusiasmo, di una giovane voglia d'esser grande che spesso fa superare i più ardui ostacoli. E questo è un anno diverso, e proprio negli anni diversi accadono le cose insperate e talvolta inimmaginate. Però urge provare a esser più realisti del Re, e provare a capire se questa folle rincorsa sia realistica, possibile, fattibile, improbabile o solo una chimera. Dico altamente improbabile per non giocar tutto sul rossonero, ma Roma non s'è fatta in un giorno. E gli Scudetti che nascon come diamanti sono gemme talmente rare da non essere poi sbandierate già a ottobre da tutti i saltocarristi d'Italia. Che prima del via del campionato burlavano il Milan imberbe, che adesso sono pronti con ago e filo sul proprio Scudetto dell'ego.

Questo Milan ha un progetto Il tiro corretto strada facendo ha portato il Milan a essere un progetto. Un qualcosa di ragionato. Doveva dipingersi di tedesco con la bandiera issata da Ralf Rangnick padre padrone, Elliott ha saggiamente dato a Stefano e a Paolo quel che è di Stefano e Paolo, premiando il merito. D'impatto è sembrata una scelta di petto, invece il tempo ha dimostrato che la scelta di proseguire sulla linea di restare sui binari del carro, è stata quella più lungimirante. Però i colloqui con Rangnick hanno portato a qualcosa. All'idea di non vivere di figurine ma di costruire qualcosa che duri, che resti, che possa essere anche un asset economico da metter poi sul mercato a livello societario. Quel che arriva dalle alte stanze americane è che non c'è alcuna volontà di considerare i vari Hernandez, Bennacer, ma pure Tonali e Hauge come giocatori da crescere e valorizzare e poi da dare al miglior mercante. Il Milan vuole costruire in casa fondamenta solide, seppur il player trading sarà parte del progetto. Ma come virtù, non come necessità. Alcuni andranno, altri arriveranno, com'è nelle cose ma il messaggio che Gazidis, Maldini e Massara stanno trasmettendo ai tanti ragazzi in rosa è che il Milan vuol essere di nuovo un punto d'arrivo. Vero, non solo a parole.

Ancora non basta Già. Però ancora non basta. Non basta per lo Scudetto, così son scongiurati pure gli scongiuri, perché il Milan è strada facendo mentre altre son già avanti. Lo è chiaramente la Juventus, che ha fatto un passo del gambero con un allenatore che è una scommessa ma che può esser d'improvviso capace di correre più veloce di tutti gli altri. Lo è l'Inter, cotta e mangiata, ora stanca, anche d'età, ma costruita per vincere subito o almeno per provarci. Lo è il Napoli, che come il Milan ha bandito nuove figurine e badato al sodo in panchina. La sostanza di Gattuso e giocatori con fame, voglia, come all'inizio del progetto Benitez. Di rilancio, riscatto e magari di vittoria, trascinati da vecchi senatori. Lo è pure l'Atalanta, che è un blocco compatto, e non sai mai se sia mina vagante o stella cometa, se abbia già toccato il cielo con un dito o se sia pronta a un nuovo decollo. Il Milan parte dietro, anche se questa folle rincorsa che va avanti da mesi lascia pensare che metterà il fiato sul collo a molte. Oggi, ventitre ottobre duemilaventi, non è ancora da Scudetto. Pregasi, plotone, d'esser delicato quando verrà maggio.
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