Cari duellanti, non dimenticate mai che il bene supremo è il Milan
Carlo Pellegatti
Finalmente mi sto divertendo. Dopo tante settimane lontane da ogni traguardo, il Milan è entrato nella lotta per un posto ai preliminari di Europa League. Insomma il campionato diventa... Speziato. Era abbastanza frustrante trascorrere i week end senza quasi guardare i risultati delle rivali. Adesso tutto è cambiato. Ogni partita può presentare risvolti interessanti per le ambizioni rossonere. Contava il risultato di Lazio-Verona, come la vittoria del Sassuolo. La Fiorentina, infatti, gioca all’ultima giornata contro il Torino, avversario domenica del Parma. E Inter-Lazio? E Cagliari-Chievo? E Livorno-Fiorentina? E Bologna-Catania? Sono importanti, eccome se sono importanti. Certo, il saggio mi potrebbe richiamare all’ordine, scuotermi dai miei sogni e raffreddare il mio entusiasmo ricordandomi che il Milan prima deve giocare e vincere a Bergamo, poi contro il Sassuolo. Beh, in questo senso, la forte determinazione, lo spirito di sacrificio, l ‘attaccamento alla maglia, il ricordo dei recenti momenti urfidi, la voglia di tornare protagonisti in Europa mi stanno convincendo che i Ragazzi possano superare gli ultimi ostacoli e sperare che qualche coincidenza favorevole, sugli altri campi, permetta loro di raggiungere l’ultimo obiettivo conosciuto.
Intanto continuo a invidiare coloro che sono avvolti da certezze. La certezza che Clarence Seedorf lascerà la panchina del Milan, che il prossimo tecnico sarà Pippo Inzaghi, che l’alternativa sia Luciano Spalletti, che i dirigenti milanisti puntino su Alex, che Rami venga lasciato al Valencia. Mi dispiace invece per i tifosi duellanti che per poca stima nei confronti di Seedorf o per dubbi su Pippo Inzaghi, anche in queste ultime due settimane emozionanti non riescono a mettere da una parte la questione, gustando fino in fondo gli unici momenti appassionanti di una stagione che ha riservato più delusioni che gioie. Quando ci si divide come Guelfi e Ghibellini o Capuleti e Montecchi, gli esiti di queste lotte sono sempre state nefasti e dolorosi.
Le due fazioni, che pur di aver ragione o di veder premiate le loro convinzioni dimenticano, sportivamente parlando, l’Entità Superiore, il Milan, se ne facciano una ragione. Il destino del tecnico olandese è nelle mani di una sola persona: Silvio Berlusconi che dopo il 25 maggio, giorno delle elezioni europee, prenderà la decisione più giusta per il Milan, che rimane, a livello calcistico, mi piace sottolinearlo ancora per chi l’abbia dimenticato, il Bene Supremo. Con Seedorf o con Inzaghi o con un altro allenatore in panchina. Il Presidente considererà la posizione finale in classifica. Parlerà con Adriano Galliani. Potrebbe avere un abboccamento magari con gli stessi giocatori che lo scorso 18 marzo, si dice, gli abbiano espresso qualche perplessità sulla conduzione tecnica. Vorrà infine rendersi conto se le sue perplessità, circa la gestione del gruppo, siano ancora una realtà o se il tecnico che si è presentato a Milanello lo scorso gennaio, sia lo stesso dopo 4 mesi di esperienza in panchina.
Alla fine darà il suo verdetto. Intanto, però, ho l’impressione che Seedorf, pur conservando il suo carisma e il suo orgoglio, stia dimostrando di sapersi adattare alle esigenze tecniche e professionali del gruppo. I due giorni di riposo sono stati molto apprezzati, per esempio, dai giocatori come dalla Società, un atteggiamento più morbido a livello tattico, elemento certamente fondamentale anche nella rimonta verso posizioni più dignitose. Insomma la sua posizione sempre delicata ,in caso di eccellente finale della squadra potrebbe improvvisamente rinsaldarsi oppure magari è ormai tardi per convincere i dubbiosi sulle sue qualità di allenatore.
Beati voi, dunque, ricchi di certezze! Io sono molto cauto, anzi no… Anch’io ho una certezza. Nelle prossime tre settimane può accadere tutto ma anche il contrario di tutto. L’importante che accada con il Milan, Entità Superiore, Bene Supremo, in Europa.


