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Milan, il dopo-Seedorf è un rebus. Non per Berlusconi: "Un allenatore in testa ce l’ho"

autore
Salvatore Trovato
per Milannews.it
sabato 10 maggio 2014, 10:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
10.05.2014 10:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

"A Cesano Boscone ho incontrato tante persone che potrebbero tenere in mano lo spogliatoio del Milan e farsi amare dai giocatori". Fine dell’empatia. Così, l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, sulla scorta delle ultime dichiarazioni (frecciate) di Silvio Berlusconi, evidenzia la distanza, ormai siderale, tra il Cavaliere e il suo ex pupillo, quel Clarence Seedorf che lui stesso ha voluto sulla panchina del Milan. Il punto di rottura è ormai chiaro: il patron rossonero non ha gradito i metodi di lavoro adottati dall’olandese e le sue relazioni con il gruppo. Adesso, però, il problema è liberarsi dell’oneroso contratto di Seedorf, avallato pochi mesi fa proprio dal presidente.

DOLCE ADDIO - Secondo la rosea, in via Aldo Rossi si punta a una separazione consensuale (per ora abbastanza improbabile), anche perché la strada della controversia legale non sarebbe né praticabile né tantomeno auspicabile da un punto di vista dell’immagine del club. Insomma, il Milan dovrà in qualche modo separarsi dall’ex dieci rossonero nel modo meno traumatico possibile, per poi dedicarsi alla ricerca del nuovo allenatore. I candidati sono ormai noti, manca solo il prescelto. O forse no...

SO MA NON PARLO - "Io un allenatore in testa ce l’ho, ma non lo dico", ha sussurrato ieri Berlusconi uscendo dagli studi di TeleLombardia, come riportato dalla Gazzetta. E quando qualcuno gli ha fatto il nome di Pippo Inzaghi, il Cavaliere ha dribblato la questione con un "Ehhh...", un fuori onda che ognuno può interpretare come meglio crede. La selezione è ancora in corso e, con ogni probabilità, la decisione non verrà presa, o meglio, ufficializzata prima della fine della stagione. Perché ci sono ancora due partite da giocare, con in palio l’Europa B, e destabilizzare ulteriormente un ambiente già scosso non sarebbe certo la scelta migliore. Il nome buono, però, nella testa di Silvio Berlusconi, c’è già e questo, perlomeno questo, è un dato certo.

per Milannews.it

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