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L'Europa vola via ma le vere colpe non sono di Seedorf: Milan, stagione fallita su tutti i livelli

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
domenica 11 maggio 2014, 17:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
11.05.2014 17:00Primo Piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

E' ormai quasi conclusa la rincorsa Europa League del Milan, un obiettivo che da utopico era improvvisamento diventato concreto, dopo un filotto di vittorie quasi impronosticabile. I rossoneri non hanno perso l'Europa all'Atleti Azzurri d'Italia, ma in un girone d'andata altamente insufficiente, dove sono stati gettati punti a grappolo in una situazione tecnica ed ambientale assolutamente complicata. 22 punti in 19 partite non sono ammissibili per un club come il Milan, nonostante le lacune sesquipedali della rosa e gli errori commesi in sede di calciomercato. Il girone di ritorno, con Seedorf alla guida, ha portato in dote 32 punti in 17 partite, prima che arrivasse lo scivolone (inatteso) sul campo dell'Atalanta. Una gara giocata piuttosto male dai rossoneri che erano comunque passati in vantaggio, grazie allo sfortunato autogol di Bellini.

UNA RIPRESA A DUE FACCE - Dopo un primo tempo veramente scarno, anche vista la complicità di un modulo ormai superato, uscito dall'intervallo il Milan ha mostrato un volto diverso. Il 4-3-1-2, pur avendo funzionato nel derby, resta un sistema di gioco inapplicabile in mancanza di centrocampisti di qualità. Le differenze si sono viste nella ripresa con l'ingresso di El Shaarawy, che ha subito creato le condizioni dell'1-0. Il Milan spinto dalle ali dell'entusiasmo sembrava poter chiudere la gara, ma è mancato (come spesso accaduto) il killer instinct. Gli uomini di Colantuono si sono rimessi a posto, riuscendo a pareggiare la gara su rigore causato da un intervento goffo di Constant. Sull'1-1 i rossoneri hanno tentato di riportarsi in vantaggio, ma dopo il palo di Balotelli è stata l'Atalanta a gioire, grazie ad un eurogol di Brienza negli ultimi secondi di gioco.

I VERDETTI - L'ascia della critica ora si scaglia nuovamente su Seedorf, non esente da responsabilità a Bergamo ma non unico colpevole di questa situazione. La titolarità di Honda ha suscitato più di una perplessità, ma la prova di Taarabt (entrato nella ripresa) è stata comunque negativa: l'olandese ha spiegato che il marocchino non era al top, considerazione confermata dall'impatto non esaltante dell'ex QPR. Seedorf non è stato perfetto nella sua gestione sulla panchina rossonera, ma se il Milan non andrà in Europa lo deve a ben altre motivazioni. Una stagione fallita sotto tutti i punti di vista: il mercato estivo, le incomprensibili variazioni del modulo (dopo che il 4-3-3 aveva dato grandi risultati), le difficoltà societarie e la gestione tecnica, dall'esonero di Allegri alle graticole di Seedorf, insignito di un contratto pesante e duraturo e poi lasciato "solo" nel momento clou della stagione.

per Milannews.it

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