Kakà non lascia: ingaggio pesante ma uomo spogliatoio, pro e contro della scelta
Antonio Vitiello
Il futuro di Ricardo Kakà sarà ancora al Milan, almeno fino a gennaio prossimo. Dopo la bruciante sconfitta di Bergamo il brasiliano ha svelato i suoi piani per la stagione ventura. L’idea è quella di restare un altro anno e rimanere fino al termine del contratto, che scadrà a giugno 2015. Oppure ridiscutere la sua cessione nel prossimo mercato di gennaio quando Orlando City, franchigia che ha mostrato più interesse per Ricky, inizieranno la Mls. L’ex pallone d’oro non ha intenzione di interrompere anticipatamente il legame con il club rossonero e andare via in estate, nonostante la squadra non abbia centrato l’obiettivo Europa. La clausola nel suo accordo lo permetterebbe, ma dalle ultime dichiarazioni Kakà sembrerebbe non voler abbandonare la società in un momento veramente delicato.
UOMO SPOGLIATOIO - La sua esperienza nello spogliatoio potrebbe pesare tanto in un anno di grande ricostruzione. Il possibile arrivo di un nuovo tecnico, soprattutto se esterno all’ambiente Milan (come Spalletti, Montella o Prandelli) potrebbe essere agevolato da un uomo immagine come Kakà. Sia a livello umano che di rapporti nel gruppo, il brasiliano è uno dei più affidabili ed esperti. Un giocatore che rappresenta i valori del club, l’immagine del Milan in Italia e all’estero. Il suo ritorno dopo l’esperienza in chiaroscuro a Madrid è stata apprezzata da tanti. Potrebbe fare da chioccia ai ragazzi più giovani, facilitare l’inserimento e la maturazione di qualche compagno.
INGAGGIO PESANTE - D’altra parte il Milan dovrà tenere a bilancio un altro ingaggio elevatissimo, in una fase in cui il verbo “risparmiare” sembra essere quello più gettonato in società. Anche l’età non è più dalla parte del brasiliano, e nel girone di ritorno, tranne in 4-5 partite, ha brillato veramente poco. Bisognerebbe valutare anche la tenuta fisica in vista del prossimo torneo, anche se giocare una sola competizione sarà meno faticoso per Kakà che si dedicherebbe solo al campionato. Anche la posizione in campo influirà (da escludere recuperi da area ad area). Le forze andranno centellinate per evitare un calo fisico vistoso come nel finale dell’attuale annata.


