Manca l’aritmetica conferma, ma per l’Europa e Seedorf stanno preparandosi i titoli di coda
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Giulia Polloli
Giulia Polloli
per Milannews.it
lunedì 12 maggio 2014, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
12.05.2014 00:00Milanello in rosa
Da una sconfitta, si dice, si può ripartire. Peccato che ormai il campionato sia giunto agli ultimi novanta minuti e, a meno di improbabili colpi di scena, i rossoneri a Bergamo hanno definitivamente detto addio all’obiettivo Europa. L’aritmetica ancora non condanna il Milan, lo fa invece la statistica: stando così la classifica, i rossoneri per accedere al sesto posto dovranno vincere contro il Sassuolo e sperare nella contemporanea sconfitta di Verona, Torino e Parma che, guardando il calendario, sembra una serie di eventi improbabile. Da Bergamo il Milan esce sconfitto ma non completamente abbattuto. Gli uomini di Seedorf, o almeno, alcuni di loro, hanno lasciato spunti positivi su cui poter ragionare in prospettiva futura. In primis il rientro in campo, dopo l’interminabile infortunio, di El Shaarawy che, con Balotelli è stato la luce alla fine di un tunnel percorso a fari spenti. L’estro del Faraone è rimasto intatto nel periodo di ibernazione e lo ha dimostrato ciò che si è visto sul campo. Un giocatore le cui caratteristiche avrebbero fatto la gioia di Allegri prima e anche di Seedorf ora, anche se, sulla questione panchina, sembra ormai inevitabile l’apparizione dei titoli di coda. Un giocatore che si propone, che salta l’uomo che trova , dopo una progressione delle sue, anche l’assist perfetto per Balotelli, che però non trova fortuna. Balotelli è stato, a modo suo, l’altra scintilla a cui avvicinare una fascina di legna secca, ma la speranza di vedere una fiammata si è infranta una prima volta sulla traversa e una seconda sul palo, con Consigli ormai battuto. Una prestazione non altisonante, non continua, ma di certo energica, quella di Mario, che insieme al compagno ritrovato rimane in attesa delle decisioni di Prandelli per il mondiale brasiliano. Per il resto, il Milan deve fare un mea culpa, non solo oggi, ma per le occasioni sprecate durante una stagione. La serie di cinque vittorie consecutive, la vittoria del derby, non sono state seguite da una prestazione importante nell’unica partita che poteva significare davvero qualcosa, complici oltretutto i risultati sugli altri campi. I rossoneri hanno peccato di presunzione, molto probabilmente, si sono adagiati su risultati positivi e a tratti insperati giocando con sufficienza. L’Atalanta che dal campionato non aveva ormai più nulla da chiedere ha voluto salutare il suo pubblico con una vittoria. L’ingresso di Brienza nel finale, nel più classico stratagemma per guadagnare secondi preziosi nel finale di partita, si è addirittura trasformato nella mossa vincente per Colantuono. Tornando al Milan, per essere franca, non riesco a spiegarmi lo schieramento di Honda dal primo minuto. Che Taarabt non fosse in splendido stato di forma, lo ha dimostrato egli stesso al suo ingresso in campo, ma rispetto al giapponese, oltretutto schierato nella sua posizione prediletta, è sembrato un fuoriclasse. Buona l’intuizione di inserire Muntari, visto che il ghanese ha prodotto l’assist trasformato da Bellini in autorete. L’ingresso di Pazzini al posto di un opaco Kakà è però stato tardivo, soprattutto non riesco ancora a spiegarmi il motivo per cui Seedorf si fossilizzi sull’idea di non poter schierare le uniche due punte a disposizione, soprattutto a 180 minuti dalla fine dei giochi e in una partita che si deve vincere a tutti i costi. Questo è l’unico appunto che mi sento di fare a Seedorf per quanto concerne la sua visione tattica, ma ovviamente non sono un tecnico e potrei sbagliare in questa mia considerazione. Rimango basita, per concludere, relativamente al labiale attribuito a Galliani: dare del matto al proprio allenatore perché lascia in panchina Taarabt a favore di Honda, dopo aver acquisito il giapponese per evidenti questioni di marketing…. Com’era il detto del bue?
per Milannews.it
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