La sconfitta di Bergamo costa l'Europa. Ora bisogna ripartire con basi solide ed un progetto chiaro. Taarabt-Rami, riscatti basilari. Tassotti al passo d'addio: sarà lui il vuoto più difficile da riempire
Pietro Mazzara
Quanto pesa quella sconfitta con l’Atalanta di settimana scorsa. Con i risultati maturati nell’ultima giornata, aumentano i rimpianti per quei punti persi a Bergamo che avrebbero permesso al Milan di arrivare sesto. I rossoneri chiudono all’ottavo posto, evitando così il turno preliminare di coppa Italia ad agosto ma, adesso, bisogna voltare pagina e ricostruire. Serve davvero ripartire con un gruppo solido, compatto e in grado di ripartire con una squadra che abbia una guida tecnica certa e che non vi siano troppe situazioni esterne che possano condizionare, a livello ambientale, il cammino verso il rilancio. Il Milan 2013-14 è nato male, è sprofondato nel baratro per poi risalire e cadere fino a sfiorare il clamoroso sesto posto. Da quello che filtra da ambienti vicini a via Aldo Rossi, quella che inizia oggi, sarà un’estate intensa, con un mercato che dovrebbe vedere il Milan attivo sia in entrata sia, soprattutto, in uscita. La strategia è quella di dare in mano al prossimo allenatore una rosa di 22-23 giocatori, portieri compresi, che sappia lottare per i primi tre posti. Non sarà facile perché le altre squadre che sono arrivate davanti al Milan in questa stagione, Torino e Parma a parte, dovrebbero rinforzarsi e il Milan non potrà rimanere a guardare. Due le priorità sulle quali intervenire ovvero i riscatti di Rami e Taarabt.
Con l’avvento di Peter Lim alla guida del Valencia, la questione relativa al riscatto del francese potrebbe subite una sterzata positiva visto che il magnate asiatico è molto amico di Giovanni Branchini che lo aveva messo in contatto con Galliani e che con lo stesso ad rossonero è in splendidi rapporti da anni. Allo stesso modo, Galliani sta lavorando con Kia Joorabchian per ottenere lo sconto dal QPR per Taarabt. Il marocchino ha incantato San Siro, è un giocatore che dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa di pericoloso e fa divertire compagni e tifosi. Le delegazioni diplomatiche sono all’opera così come ci sarà da lavorare con la Sampdoria per la conferma, che pare scontata, di Andrea Poli. Un jolly che abbina quantità e qualità e che se fosse stato utilizzato maggiormente, soprattutto in quest’ultima fase di stagione, forse avrebbe potuto ambire ad entrare almeno nei 30 di Prandelli per il pre ritiro mondiale.
Chi sembra essere al passo d’addio è Mauro Tassotti. Lo storico vice allenatore del Milan ha fatto intendere che lascerà il club dopo 34 anni tra campo e panchina. Un addio importante che creerà un vuoto che sarà difficile colmare a Milanello, sia tra i giocatori sia, più in generale, nell’ambiente. Il Tasso è uno dei collanti che hanno tenuto in piedi la baracca, soprattutto nei momenti più difficili dove il gruppo sembrava sfaldarsi. Se addio sarà, sarà davvero un brutto colpo. Ma come dice lui, le storie prime o poi devono finire. E forse finirà con un rimpianto ovvero quello di non aver mai potuto guidare, se non ad interim in qualche partita, la prima squadra come capo allenatore.


