Il 92 torna ai suoi fasti con la maglia del futuro: un vero caposaldo per un Milan in divenire
Matteo Calcagni
Nelle ultime settimane El Shaarawy ha più volte aperto alle speranze Mondiali, nonostante le ridottissime presenze stagionali e il lungo iter riabilitativo post intervento chirurgico. Quello che appariva a molti come un sogno irrealizzabile, era in realtà una solida ambizione, costruita in base allo status psico-fisico del giocatore. Lo Stephan visto contro Atalanta e Sassuolo, oltre ad essere pienamente recuperato, è un giocatore totalmente ritrovato anche dal punto di vista mentale.
LUNGHI MESI E TANTO LAVORO - Gli infortuni di lunga durata spesso restituiscono calciatori imbolsiti, lontanissimi dalla forma migliore. El Shaarawy si è dato tanto da fare, lavorando sul fisico e sul morale, ritrovando le convinzioni giuste nel momento più difficile. Questo El Shaarawy è certamente superiore a quello visto nell'ultima parte della scorsa stagione, quando blocco realizzativo e calo di benzina sembravano averlo intristito fuori dal comune.
IL PRESENTE E IL FUTURO - Non sarà Mondiale come aveva sperato, ma il presente è roseo e il futuro anche. El Shaarawy è tornato a superare avversari come nei fasti del suo periodo d'oro al Milan, facendo stropicciare gli occhi a tanti tifosi che sognavano di riabbracciarlo a tutti gli effetti. Uno dei pochi certi di restare in rossonero, Stephan si appresta a diventare uno dei capisaldi del prossimo Milan. Il nuovo/vecchio numero 92, con la maglia della prossima stagione: un segno più che benaugurante in vista del prossimo campionato.


