Un anno dopo ad Arcore: Berlusconi, Galliani e la panchina rossonera
Matteo Calcagni
Era richiesto un vertice e vertice sarà, questa sera ad Arcore presso la residenza di Silvio Berlusconi. Adriano Galliani incontrerà il presidente e, verosimilmente, verrà presa la decisione definitiva sul futuro della panchina rossonera. Il ventaglio di nomi sembra ormai essersi ridotto a tre contendenti: Unai Emery, Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf, la cui conferma è complicata ma non impossibile. Tutto o quasi ruota attorno al tecnico basco, cercato da Galliani e in attesa di una chiamata da parte del Milan. Qualora arrivasse l'ok di Berlusconi, il club rossonero si inserirebbe concretamente per Emery, sebbene serva ricordare le recenti dichiarazioni del presidente del Siviglia, José Castro. Il numero uno degli andalusi ha annunciato che domani arriverà il tanto atteso rinnovo, ma una telefonata del club rossonero potrebbe anche cambiare le carte in tavola. Se Emery non fosse raggiungibile o non convincesse Berlusconi, le altre piste riguarderebbero Inzaghi o Seedorf: dalla conferma dell'olandese alla promozione di Superpippo.
UN ANNO DOPO - Il 2 giugno 2013 venne decisa, e ufficializzata, la conferma di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Una scelta a cui non seguì la legittimazione del rinnovo che, a conti fatti, si rivelò il primo vero errore della stagione 2013/14. Quasi un anno dopo ci si trova in una situazione simile, con una panchina in bilico ed un allenatore da esonerare o confermare. Seedorf ha portato risultati e punti in cascina, ma è evidente che nel rapporto con la società qualcosa non abbia funzionato come previsto. A conti fatti l'olandese meriterebbe la conferma, ma solo in caso di rinnovata (e concreta) fiducia. Se Clarence restasse da delegittimato o quasi, rischierebbe di profilarsi una stagione simile a quella passata.
I NOMI "NUOVI" - Come scritto precedentemente, Unai Emery è in vantaggio, ma le quotazioni di Inzaghi sono in rialzo. Il nome di SuperPippo andrebbe a concretizzarsi qualora il basco non convincesse Berlusconi, oppure arrivasse il ventilato rinnovo con il Siviglia. Pur essendo Seedorf una personalità completamente differente rispetto ad Inzaghi, l'avvicendamento da parte di quest'ultimo non farebbe che proseguire la filosofia dei tecnici "quasi esordienti". L'ex numero 9 ha tutto per diventare un ottimo allenatore, ma nell'attuale situazione rischia di bruciarsi. Emery, pur essendo poco conosciuto in Italia, ha maturato grande esperienza e raggiunto risultati importanti: se il Milan avesse realmente la possibilità di tesserarlo, non dovrebbe assolutamente esitare.


