Ritorno al passato: il Milan rivuole Sacchi. Inzaghi, l’uomo della società. Parametri zero: quante occasioni!
Antonio Vitiello
Il Milan si è affidato nelle mani di Pippo Inzaghi, la rivoluzione annunciata da settimane si è concretizzata lunedì sera con il summit di Arcore: via Seedorf, dentro SuperPippo. Un cambio auspicato da Adriano Galliani ormai da un paio di mesi abbondanti, anche quando le smentite di rito portavano a credere in un proseguimento dell’olandese. La scelta è ricaduta sull’uomo della società, su un fedelissimo dell’amministratore delegato e anche del presidente, che nel colloquio di villa San Martino lo ha trovato determinato di iniziare questa grande avventura in prima squadra. Non sarà facile perché il popolo milanista non ha visto di buon occhio la scelta di cacciare Seedorf, questo però non macchia l’affetto nei confronti di un grande milanista che ha vinto tanto con la maglia rossonera. Sarà dura anche dal punto di vista della rosa a disposizione, il Milan dovrà lavorare parecchio per aggiustarla. Molte decisioni potrebbero variare, come la permanenza del figlioccio Paloschi, o dei ragazzi della Primavera Cristante e Petagna, impiegati pochissimo fino ad ora.
Ma la rivoluzione del Milan non si limita a Inzaghi. In panchina dovrebbe andarci anche Filippo Galli, fino ad ora impegnato come responsabile del settore giovanile. Questo ruolo infatti potrebbe ricoprirlo il grande ex Arrigo Sacchi. Il club ha deciso di fare un’offerta ufficiale all’ex ct della nazionale azzurra che a breve lascerà l’incarico in Federazione. Su segnalazione del presidente Berlusconi, evidentemente legato al passato glorioso, il Milan vorrebbe riportare in società una figura importante come quella di Sacchi. Il ruolo sarebbe di responsabile del settore giovanile, mentre Galli entrerebbe nello staff di Inzaghi (carica ricoperta già nel periodo di Ancelotti).
Dicevamo che non è facile fare mercato in un clima di ristrettezza economica. Il Milan però è sempre stato attento ai parametri zero di lusso. Non tutte le operazioni sono andate a buon fine, anche perché un giocatore appiedato da un’altra società all’80% delle volte è sul viale del tramonto. Ma in un momento così complicato si potrebbe guardare oltre il confine italiano dove ci sono campioni liberi sul mercato. Dal Chelsea partiranno Cole, Lampard ed Eto’o, con ingaggi faraonici ma con un bagaglio di esperienza da vendere. Sponda Manchester ci sono Rio Ferdinand e Lescott al passo d’addio. In avanti si passa su nomi del calibro di Drogba, fantastico bomber ma avanti con l’età. Gomis del Lione, oppure l’ex juventino Diego, ora all’Atletico Madrid, svincolato dal 30 giugno prossimo. Dalla Francia c’è Jeremy Menez che potrebbe pensare ad un ritorno in Italia, già accostato in passato ai rossoneri.
Occasioni importanti per un club come il Milan che fa fatica ad inserirsi su giocatori decisivi in Europa o su giovani promettenti. L’ideale sarebbe puntare sul prodotto interno, sul vivaio di casa, ma le scelte degli ultimi anni hanno portato a conclusioni diverse, in pochi sono emersi a tal punto da stazionare in prima squadra. L’inversione di tendenza sarebbe auspicabile ma in caso di scarse risorse ci sono sempre i colpi last minute, parametri zero appetibili.


