Taarabt, si avvicina la scadenza per il riscatto: la palla è ancora in mano al Milan
Matteo Calcagni
Il termine ultimo per il riscatto di Rami è scaduto lunedì 19, quello per Taarabt domani, ultimo giorno utile per esercitare il diritto di acquisizione fissato a 7 milioni. La strategia del Milan, parimenti per Rami, è piuttosto chiara: sedersi nuovamente al tavolo, in questo caso col QPR, per trovare un accordo economicamente più vantaggioso. La promozione in Premier del club londinese ne ha aumentato la forza in sede di trattativa, ma il succo resta più o meno lo stesso: difficilmente il marocchino tornerebbe al club biancoblù e, se non sarà Milan, è probabile che arrivi un'altra destinazione.
TUTTO DIPENDE DAL MILAN - Il QPR potrebbe anche accettare un piccolo sconto (difficile però andare sotto ai 5 milioni circa), ma è il club rossonero che dovrà muovere il passo più importante. Il Milan vuole riscattare Taarabt o preferisce puntare su qualche altro giocatore? Le recenti indiscrezioni verso Alessio Cerci, pista comunque ripidissima, andrebbero in controtendenza con la possibile permanenza del nativo di Fes. Bisogna però ricordare che, qualora Inzaghi voglia portare avanti il 4-3-3, serviranno almeno tre esterni di livello da ruotare. Al momento, oltre a Taarabt, il solo laterale offensivo è Stephan El Shaarawy.
UN RISCATTO COMUNQUE CONVENIENTE - Anche se Taarabt non rientrasse nei nuovi piani tecnici, un riscatto a cifre simili a quelle pattuite sarebbe comunque conveniente. Parliamo di un venticinquenne estramamente talentuoso, capace di segnare quattro reti al Milan e di offrire ottime prestazioni. Non sarebbe quindi un problema rimetterlo sul mercato a cifre addirittura superiori, visto come ruotano le trattative in questi ultimi anni. Il Milan dovrebbe riflettere su questo aspetto, vista la ristrettezza economica e la necessità di scovare nuove risorse.


