Benvenuto al non evoluto De Jong
Luca Serafini
In olandese, quindi casomai sempre smentibile attraverso forme più o meno collaudate, Nigel De Jong spunaracchia dal ritiro arancione: "Il calcio in Italia è politica, Seedorf meritava di restare. Vorrei capire quali sono i programmi del Milan". Niente di nuovo sotto il sole, per chi ricorda benissimo Calciopoli e dintorni, così come per chi sa come la testa di Seedorf sia saltata esclusivamente per ragioni feudali, alla faccia della ragion pura e dei risultati. Una sgradevole voce fuori dal coro, invece, per i feudatari disturbati proprio mentre si accingevano a festeggiare i primi sensazionali parametri zero dell'estate 2014 e per quelli che pensano che Abete sia un cognome e non il nome di un albero.
Niente di personale contro l'incompiuto Menez e il compiutissimo Alex (piuttosto di niente è sempre meglio piuttosto), in fondo mentre il primo fa legna in attesa di conoscere il destino dei suoi molti colleghi di reparto Kakà, Taarabt, Honda, Saponara, Robinho, Balotelli, Pazzini, El Shaarawy e all'occorrenza anche Poli, il secondo non è certamente peggio di chi trova, anche se purtroppo è destinato a non durare più di una stagioncina o due. A proposito di programmi, programmazioni e strategie, per l'appunto...
Se non altro di confortante c'è l'imperterrita coerenza con cui il club del Portello si muove rigorosamente senza spendere un euro che sia uno. Da qui in tutta onestà non si capisce come non essendo stati reinvestiti i soldi della miracolosa Champions di un anno fa (ne' tanto meno quelli di Ibra e Thiago Silva 2 anni fa), oggi improvvisamente qualcuno dovrebbe improvvisamente avere di nuovo voglia di ributtare nella mischia quattrini. Essendo persino riuscito a risparmiarli sull'allenatore con un vero capolavoro di comunicazione e di piccolo cabotaggio. Il nostro affetto e la nostra amicizia per Pippo Inzaghi ci inducono a chiudere qui il capitolo-mercato, non avendo più voglia di ravanare nelle sue lecite speranze e nelle fresche cicatrici dei tifosi disillusi: Pippo deve continuare a credere con tutto il cuore che il Milan Ac abbia ancora voglia di fare "mercato", mente i tifosi dopo Menez e Alex hanno già (ri)capito l'antifona, sicché a certi sogni e certe illusioni continuano a non aggrapparvisi più. E noi seguitiamo infatti a non raccontare loro altre favole. Pur essendo romantici e nostalgici, non ci aspettiamo più da tempo Messi e Ronaldo, ci mancherebbe altro. Ci sarebbero bastati Benatia, Strootman, Borja Valero, Nainggolan dagli amici fraterni di Udine, Olanda, Spagna, Cellino. Amen.
Mentre la Nazionale con la mancata convocazione di Giuseppe Rossi piange l'unico azzurro che sembrava potesse suscitare qualche emozione vicina all'entusiasmo, facciamo gli auguri a Cesare Prandelli. Così come li facciamo a Katia Ancelotti e a suo marito Mino, ringraziandoli perché ieri 5 giugno ci hanno permesso di assistere alla loro stupenda cerimonia e riabbracciare Carletto. Emozioni forti. E una boccata di ossigeno che non guasta mai.


