Berlusconi a Casa Milan: esaltata la fame di Inzaghi, silenzio totale su Seedorf
Matteo Calcagni
Quasi tre ore all'interno di Casa Milan per Silvio Berlusconi, alla sua prima visita ufficiale nella nuova sede rossonera: il presidente ha preso possesso dei suoi uffici, pranzato sulla terrazza del terzo piano ed effettuato il tour di Mondo Milan. Uscito dall'imponente edificio intorno alle 16.45, pur non ufficializzando Filippo Inzaghi come nuovo tecnico rossonero, Berlusconi si è lasciato andare ad un'importante investitura verso l'ex numero nove: "L'ho visto molto determinato, affamato di vittorie, assolutamente coerente con tutto ciò che vogliamo sia il Milan, una squadra che scenda in campo per vincere, vinca affrontando lealmente gli avversari, divertendo il pubblico facendo spettacolo".
INZAGHI E LA PANCHINA - SuperPippo, da tecnico "ufficioso", ha già mosso i primi passi in vista della prossima stagione, componendo il suo staff e poi partecipando ai primi incontri di mercato: inequivocabile la sua presenza ad Ibiza per il colloquio con Menez, una chiaccherata/summit che ha portato/porterà il fantasista francese in rossonero. Silvio Berlusconi ha definito Inzaghi come un "affamato": una qualità che nel calcio odierno può aiutare a fare la differenza. Non si può prescindere dalla qualità della squadra (che andrà obbligatoriamente rafforzata), ma lo spirito combattivo di Inzaghi potrebbe rivelarsi un decisivo surplus: i risultati ottenuti da tecnici come Conte e Simeone sono sotto gli occhi di tutti.
NESSUN COMMENTO SU SEEDORF - Berlusconi, oltre a non ufficializzare la panchina di Inzaghi, non ha voluto neanche commentare quanto accaduto con Seedorf, limitandosi a posticipare ogni decisione (e comunicazione) al prossimo consiglio d'amministrazione. Una separazione certa che ancora non ha assunto i crismi dell'ufficialità, visto il lauto contratto che lega l'olandese al Milan fino al 2016. A prescindere dai ventilati problemi di gestione e differenze di vedute, resta da capire come si sia passati dallo scenario di gennaio, dove Seedorf era stato voluto a tutti i costi dal presidente, a quello attuale, freddo e silenzioso.


