Pandev: "E' la fine di un incubo, ora voglio giocare, spero di restare in Italia"
Matteo Calcagni
Goran Pandev, dopo un'odissea durata sei mesi, é finalmente libero. Intervistato poche ore dopo l'emissione della sentenza non si risparmia, dimostrando di avere tanti sassolini nelle scarpe: "E' la fine di un incubo. Io rimarrò sempre un tifoso laziale, ma sono contento che sia finita. Lotito mi ha fatto male e non merita di essere il presidente di questo grande club e nemmeno Tare lo merita: lui è solo capace di fare multe, comprese quelle a Kolarov, Lichtsteiner e Matuzalem che hanno avuto il solo torto di parlare in mio favore. Ballardini invece mi ha deluso, ha detto cose vergognese in aula, è stato molto scorretto. Anche alcuni compagni non si sono comportati bene, sono stato sei anni con loro alla Lazio e non hanno detto niente sulla mia situazione. Ho ricevuto un trattamento schifoso, con Ledesma e con gli altri eravamo costretti ad allenarci in un altro campo".
Il presidente Lotito, al termine della scorsa stagione, aveva accusato Pandev di aver tirato i remi in barca, ma il macedone non é d'accordo: "E' un bugiardo, ho giocato anche con infiltrazioni e con stiramenti. Volevo solamente giocare, le uniche partite sono state quelle con la Nazionale macedone. A tal proposito voglio ringraziare il mio ct, la mia famiglia e i miei procuratori che mi sono stati vicini". Infine Pandev offre una battuta sul suo futuro: "Mi piacerebbe rimanere in Italia". Lo Zenit, quindi, pare fuori gioco; ora bisognerà capire se il macedone é già accordato con l'Inter, oppure se la trattativa con la dirigenza nerazzurra era legata ad un accordo con la Lazio, ora caduto a causa dell'esito della sentenza. Il Milan, a caccia di un attaccante esterno, potrebbe approfittare della situazione, portando un rinforzo di assoluto valore alla squadra di Leonardo.


