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Mattia che succede? Inzaghi è ancora in attesa del miglior De Sciglio

autore
Andrea Terraneo
per Milannews.it
giovedì 25 settembre 2014, 22:00Primo Piano
autore Andrea Terraneo
25.09.2014 22:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Otto reti subite in quattro gare sono una media troppo elevata per una formazione con ambizioni di vertice. Pirotecnici in attacco sciagurati in difesa; è questa la sintesi maggiormente utilizzata per descrivere il primo Milan di mister Inzaghi visto in questo inizio di campionato. Menez, Honda, Bonaventura e Fernando Torres hanno deliziato il palato dei tifosi del Diavolo costretti più volte però a sobbalzare dalle loro comode sedute quando la palla è stata vicina alla porta milanista. Principale accusato delle sciagure del reparto arretrato: Daniele Bonera. Il veterano rossonero, finito nell'occhio del ciclone per le amnesie perpetuate ogni volta che è stato chiamato in causa, è servito come coperta per un compagno più giovane, il quale vive un momento di difficoltà: parliamo di De Sciglio.

EREDITA' PESANTE - Mattia, etichettato come l'erede naturale della leggenda Paolo Maldini, è stato fin qui impegnato in tre gare su quattro - all'esordio con la Lazio non poteva esser schierato per l'espulsione rimediata l'ultima giornata dello scorso campionato a San Siro contro il Sassuolo - non venendo mai sostituito ma non offrendo prestazioni degne delle aspettative. Classe 1992, milanese, il terzino è stato lanciato in prima squadra da Massimiliano Allegri con il quale ha presto raggiunto i gradi della titolarità della fascia sinistra.

CON SEEDORF - Con Clarence Seedorf il rapporto non è stato dei più facili: complici diversi infortuni - solo 21 le presenze nella stagione 2013/14 rispetto le 33 dell'annata precedente - e scelte tecniche spesso Mattia è finito in panchina (come nel flop della formazione rossonera al Vicente Calderon al cospetto dell'Atletico Madrid). Ostracismo quello dell'allenatore olandese che vrebbe potuto costar il posto al giovane terzino milanista nella rosa dei 23 calciatori italiani chiamati all'avventura mondiale. In Brasile alla fine De Sciglio è andato, non scordando però nel Bel Paese la dose di sfortuna che l'aveva accompagnato nei mesi precedenti; costretto ad assister i compagni da fuori campo nelle prime due partite, Mattia ha dovuto accontentarsi di una sola apparizione nel decisivo (e ahinoi nel risultato sfavorevole) match contro l'Uruguay.

CON INZAGHI - Tornato a Milanello per restarci - incombevamo sul laterale voci di un forte interesse da parte del Real Madrid soprattutto nella persona di Carlo Ancelotti - il numero 2 milanista ha trovato in Filippo Inzaghi un ammiratore deciso ad affidarli nuovamente i galloni dell'intoccabile. Complice l'ennesimo stop patito nelle amichevoli estive - trauma causato dallo scontro con il portiere Gabriel - Mattia è arrivato poco rodato all'esordio nel campionato in corso; puntualizziamo che il primo impiego ufficiale dell'annata corrente non è stato in maglia rossonera ma è avvenuto nel doppio impegno con la nuova Italia di Antonio Conte a cui De Sciglio ha mostrato le sue doti soprattutto nella gara giocata in Norvegia.

PRESENZA OPACA - Assente contro la Lazio come già detto in precedenza l'esordio è arrivato nel match che vedeva i rossoneri opposti al Parma; al Tardini il numero 2 ha inscenato la peggior prova della (breve) carriera: non esente da colpe in almeno due reti dei Ducali, Mattia è la mente in negativo della frittata combinata in compartecipazione con il portiere Diego Lopez per il suo passaggio all'indietro rivolto nello specchio della porta e non controllato dallo spagnolo. Opposto alla Juventus - club contro il quale due stagioni fa si mostrò al mondo per la personalità di osare - è rimasto guardingo nella sua posizione adeguandosi all'atteggiamento difensivo dell'intera rosa. Lento, ammonito e spesso aggirato dagli esterni avversari nell'impegno del Castellani di Empoli. Il bilancio per il classe 1992 piange ancor di più se si confrontano le statistiche con il pari-ruolo Ignazio Abate, che vede il numero 20 in vantaggio rispetto Mattia nelle voci riguardanti: cross fatti = 15 a 7; assist = 3 (+ passaggio a Honda) a 0 e media voto = 6.25 contro 5.83 (fonte Sky sport/statistiche).  Tre gare sottotono non sono sufficienti per bollare un' atleta come un giocatore in stato di crisi; però 289 minuti giocati sottotono bastano per lanciare un campanello d'allarme importante perché questo Milan ha bisogno del miglior Mattia De Sciglio, il miglior prodotto sfornato dalla società nelle ultime avare stagioni.

per Milannews.it

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