L'importanza dei tre punti contro il Chievo: Inzaghi studia l'attacco e lascia un indizio...
Matteo Calcagni
Milan-Chievo sarà uno spartiacque fondamentale per la compagine rossonera, alla caccia di una vittoria dopo la sconfitta con la Juventus e i pareggi contro Empoli e Cesena. I tre punti rimetterebbero il Milan in carreggiata, permettendogli di rimanere in scia per la corsa europea. Un altro risultato, invece, rischierebbe di minare entusiasmi e convinzioni, costringendo subito i rossoneri alla rincorsa dalle prime settimane di autunno. Conscio dell'importanza della gara, Filippo Inzaghi ha tenuto le carte copertissime in conferenza stampa, senza sbilanciarsi sugli interpreti, soprattutto quelli offensivi, lasciando però un piccolo grande indizio per strada.
L'UNICO INDIZIO - "Ne abbiamo sette davanti, cercherò di metterne sempre quattro" e poi ancora: "Quattro devono giocare dall'inizio". Il riferimento di SuperPippo è al numero di calciatori offensivi in campo. Questo può significare solo due cose: o Inzaghi punterà nuovamente sul 4-2-3-1, oppure Giacomo Bonaventura verrà utilizzato nel ruolo di mezz'ala sinistra. Il fatto che a Milanello in settimana si sia provato assiduamente il 4-3-3 potrebbe far propendere per la seconda ipotesi, con Bonaventura ed El Shaarawy che coesisterebbero sulla catena mancina.
I DUBBI - Già detto della probabile partenza dal primo minuto di Bonaventura ed El Shaarawy, passiamo ai dubbi che interessano gli altri due ruoli dell'attacco, soprattutto uno, quello del centravanti. Inzaghi non ha confermato la titolarità di Honda, ma la sua presenza non sembra essere in discussione, mentre è stato molto più criptico per quanto riguarda il numero nove, o il "falso nueve". Per quel posto sembrano essere candidati Menez, Torres e Pazzini, con percentuali molto vicine al 33.3 periodico. Dipenderà dalle condizioni dei sopracitati (soprattutto quelle di Menez) e dal tipo di gara che vorrà impostare Inzaghi, alla ricerca di gol per interrompere questo mini-digiuno di vittorie.


