ESCLUSIVA MN - Brocchi a 360°: "Mastour è cambiato e sta seguendo la strada giusta. Mihajlovic un signore. Non sono sorpreso da Calabria e sui '98..."
Pietro Mazzara
Una Primavera nuova, da riplasmare secondo quelle che sono le sue idee di calcio e sotto anche le indicazioni dei nuovi step del modello Milan. E’ un Cristian Brocchi a 360 gradi quello che si concede alla canonica intervista di metà preparazione ai microfoni di MilanNews.it, spaziando dalla preparazione in Sud Africa al rapporto con Mihajlovic passando per i miglioramenti che dovranno fare i ’98 e con una chiosa finale su Hachim Mastour:
Quest’anno avete effettuato una prima parte di preparazione in Sud Africa giocando contro squadre molto più avanti di voi a livello di condizione fisica. Che bilancio fa della tournée che avete fatto?
“E’ stata una scelta mirata quella di andare li senza preparazione e di giocare contro delle squadre forti. È vero che da fastidio perdere, ma il nostro obiettivo era quello di far andare i ragazzi ad un’intensità alta. Abbiamo ulteriormente cambiato la nostra metodologia di allenamento in quanto vogliamo allenare i ragazzi con le situazioni di gioco. Quindi il nostro obiettivo è: giochiamo per come ci alleniamo, ci alleniamo per come giochiamo. Vogliamo che tutte le esercitazioni che noi proponiamo ai ragazzi vengano fatte ad un’intensità altissima e che riportino le dinamiche che succedono in partita. Abbiamo studiato diversi modelli esteri, dove determinati lavori non vengono fatti e nel nostro modello Milan abbiamo avuto un’evoluzione per vedere se, tramite questa metodologia, riusciamo ad avere qualcosa di più”.
Un lavoro volto a migliorare soprattutto le lacune di alcuni ragazzi?
“Certamente, soprattutto quelli dei ’98 che pur essendo un gruppo molto forte perché, nella sua totalità, ne lasciavi fuori 7-8 dello stesso livello ed è per quello che i ’98 sono sempre stati considerati più forti degli altri. In realtà, prendendo i singoli giocatori, tra di loro non ci sono ancora i vari Mastalli, Calabria e Di Molfetta che erano giocatori molto più avanti rispetto a quelli che ci sono adesso. Molti ’98, in prospettiva, possono diventare come loro e, speriamo, anche qualcosa di più”.
Come ha ritrovato i ragazzi proprio del ’98, che lei ha avuto due anni fa, dopo l’anno negli Allievi Nazionali?
“Li ho trovati bene. Mister Monguzzi ha fatto un ottimo lavoro, peccato per come sia finita la stagione. Devo dire che sono rimasto un po’ deluso da 4-5 giocatori che non si sono migliorati: si sono fermati sul loro talento, sulle loro sicurezze e non sono andati oltre. E quando tu giochi in un campionato Allievi riesci sempre ad essere tra i migliori mentre quando arrivi in Primavera non è così. Quando si approda in questa categoria, o hai migliorato le tue lacune oppure ne paghi le conseguenze. Questo è stato l’unico aspetto negativo. Il gruppo dei ’98, poi, fa fatica a tenere alta la concentrazione in allenamento e fatica a stare dentro le regole. È un gruppo che, insieme, si fa forza nelle negatività, perché hanno sempre pensato di essere i più bravi, ma io gli ho sempre detto che se l’anno scorso avessimo fatto un’amichevole tra la Primavera e gli Allievi Nazionali, la Primavera avrebbe vinto 6-7 a 0. La speranza è che quest’anno loro limino le loro negatività, inizino ad allenarsi da professionisti veri e capiscano quelle che le loro negatività possano diventare delle cose positive”.
Un esempio, per loro, può essere Davide Calabria?
“Assolutamente si. Lo è stato l’anno scorso e lo deve essere anche quest’anno. La nostra speranza è che giocatori come lui e Donnarumma, che sono approdati in prima squadra, possano aprire le porte al nostro settore giovanile. Noi lavoriamo per portare giocatori alla prima squadra. Vogliamo che i ragazzi abbiano meno gap possibile da colmare quando saranno chiamati ad andare con la prima”.
Come ha vissuto la promozione effettiva di Calabria in prima squadra?
“L’ho vissuta con poco stupore perché ritenevo lui, Mastalli e Di Molfetta pronti per quel salto. In realtà sono convinto che Masta e Di Mo abbiano bisogno di fare 20-30 partite in campionati veri per poter arrivare dalla porta principale in prima squadra. Calabria, invece, per una questione di ruolo e una questione tecnico-tattica, fosse più indirizzato verso la prima anche perché rispetto Ale e DiMo avevano dei compagni-avversari più pronti e più completo davanti”.
Ha avuto modo di parlare con Sinisa Mihajlovic per coordinare il vostro lavoro?
“Intanto sono rimasto veramente felice e contento della telefonata che mi ha fatto quando è arrivato a Milanello. Per un allenatore della Primavera, sentirsi considerato e rispettato dall’allenatore della prima, è qualcosa di bello. Perché noi siamo qui per aiutare la prima squadra nei momenti di bisogno. Mi ha detto che appena riprenderemo gli allenamenti a Milanello, avremo modo di parlarci e di confrontarci. È stato un gesto da signore che può essere solo che apprezzato e penso che durante l’anno, se lui avrà bisogno di noi, noi saremo pronti ad aiutarlo”.
In Sud Africa si è allenato con voi Hachim Mastour. Che giocatore ha visto in questa fase di preparazione?
“Non ho mai fatto i complimenti ad Hachim perché non ho mai avuto l’occasione per farglieli. L’anno scorso, quando veniva da noi, era un ragazzo comunque semplice, che lavorava, ma non poteva fare le cose nella maniera migliore ed era un po’ in confusione. Quando è arrivato, ho subito detto che è lui che doveva usufruire della Primavera e di questa possibilità per fare qualcosa di importante. Gli ho parlato e, devo essere sincero, se devo fare i complimenti a qualcuno dei miei ragazzi, tra questi c’è proprio Hachim. Perché ho visto un altro giocatore rispetto all’anno scorso, si allena bene e se gli chiediamo determinate cose le fa. Mentre l’anno scorso, quando giocava con noi, faceva quello che voleva e questo non va bene. In allenamento si impegna e in partita ha iniziato a rincorrere gli avversari, a giocare per la squadra. Se vuole diventare un giocatore vero, può riuscirci ma solo facendo queste cose qui. Altrimenti non lo diventerà mai”.


