Ibra-PSG, è rottura e vuole la buonuscita. Centrocampo: o uno di livello o un'occasione nel finale di mercato. Mercato in uscita: Mauri può andare in prestito
Pietro Mazzara
Nonostante le parole di Mino Raiola e i rumos che arrivano da Parigi, che parlano con sempre più insistenza di una permanenza al Psg di Zlatan Ibrahimovic, il Milan continua a coltivare il sogno - oggi un po' più difficile rispetto a qualche settimana fa - di riportare a Milanello l'attaccante svedese, che considera concluso il suo percorso professionale in Francia e vorrebbe tornare al Milan per l'ultimo contratto importante della carriera, ma anche per stabilirsi definitivamente a livello familiare dopo anni di lussuoso girovagare tra alcune delle città più belle d'Europa. Ibra, che a giugno aveva dato la sua massima disponibilità ad Adriano Galliani per tornare a giocare al Milan, sta avendo contatti quotidiani con Raiola ed è pronto ad aumentare il pressing per cercare di liberarsi dal contratto che lo lega al Psg ancora fino al 30 giugno 2016. Ma lo vuole fare a determinate condizioni, ed è qui che si viene a creare un ulteriore ostacolo sulla strada che lo dovrebbe riportare a Milano. Buonuscita della discordia La proposta del Milan, a livello contrattuale, è nettamente inferiore all'ingaggio che Ibrahimovic percepisce attualmente a Parigi e che è pari a 12 milioni netti più ricchissimi bonus. I rossoneri, infatti, gli hanno prospettato due opzioni: un biennale a 7 milioni oppure un triennale a 6. Cifre che rappresentano la metà esatta di quanto lo svedese percepisce attualmente dal club parigino ed è per questo che per liberarsi vorrebbe ricevere da Al-Khelaifi una ricca buonuscita. Ma sotto questo punto di vista, però, lo staff dirigenziale del Psg non sembra volerci sentire molto e si spiegherebbe così anche l'atteggiamento netto e perentorio degli ultimi giorni da parte del board qatariota. Tuttavia, in seno al club francese, sono consci che tenere Ibrahimovic contro voglia all'interno di un progetto che non sente più suo potrebbe essere controproducente per tutti ed è anche per questo motivo che il mercato dell'attacco, nonostante il recente arrivo di Angel Di Maria, non è ancora chiuso e l'eventuale arrivo di un grande bomber alla corte di Blanc potrebbe fornire la spallata decisiva all'addio di Ibrahimovic che è andato alla rottura col PSG.
Se la trattativa per Ibra non dovesse andare in porto, ecco che il Milan potrebbe decidere di concentrare le sue attenzioni su un grande centrocampista, in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. Ma anche in mediana, ad oggi, i posti sono tutti occupati ed è per questo motivo che José Mauri potrebbe essere ceduto in prestito per liberare una casella.
Sul taccuino c'è sempre il nome di Roberto Soriano della Sampdoria, ma su di lui i giudizi, all'interno del Milan, sembrano essere discordanti. Non è da escludere, inoltre, che Galliani si possa concentrare su qualche eventuale esubero di qualità in uscita da qualche big europea. Con Witsel sempre più lontano (lo Zenit chiede sempre 35 milioni), l'ad rossonero dovrà attivare il radar per trovare un big, funzionale al progetto Mihajlovic, che sia in uscita. Un nome, difficilissimo, che potrebbe fare al caso del Milan è quello di Xabi Alonso, uno degli ultimi grandi registi rimasti in circolazione e che potrebbe garantire ancora un paio d'anni di assoluta qualità. In uscita, invece, il Milan ha definito la cessione in prestito con diritto di riscatto di Verdi all'Eibar. Agazzi è sempre nel mirino di Middlesbrough e Malaga, coin gli andalusi interessati anche a Suso. Nei prossimi giorni, infine, ci potrebbe essere un contatto tra Galliani e Kia Joorabchian per parlare del futuro di Alex, ma in difesa il candidato a partire, sempre negli ultimi giorni di mercato, rimane Gabriel Paletta.


