Un aereo che stenta a decollare: come cambiano le sensazioni su Cerci a distanza di un anno
Thomas Rolfi
Arrivato a gennaio 2015 con ottime premesse dopo un derby di mercato vinto con l'Inter, il bilancio di Alessio Cerci al Milan è stato, sin qui, nettamente inferiore alle aspettative. L'esterno di Velletri è approdato in rossonero in prestito di 18 mesi dall'Atletico Madrid nello scambio che ha portato Fernando Torres ai colchoneros sempre con la medesima forma. A distanza di un anno, però, le sensazioni sono diametralmente opposte: Cerci non è riuscito a decollare nonostante le lacune nella formazione rossonera per quanto riguarda il ruolo di esterno destro di centrocampo.
BILANCIO - Il primo mese di Alessio Cerci in questa stagione è stato all'insegna di tanta panchina, complice anche il 4-3-1-2, modulo che lo penalizza non permettendo di trovare alcuna collocazione all'esterno di Velletri. Quando poi, in seguito alla batosta subita contro il Napoli, il Milan ha deciso di passare al 4-3-3 e poi al 4-4-2, le porte della titolarità per Cerci si sono dischiuse. Il rendimento è stato spesso insufficiente, ma qualche sprazzo del calciatore ammirato a Torino si è intravisto. Nelle ultime gare, però, le prestazioni sono tornate ad essere fortemente negative e Mihajlovic ha deciso, per l'ultima gara del 2015, di rispolverare Honda con buoni risultati.
FUTURO - Ecco quindi che il futuro al Milan di Cerci appare, se possibile, ancora più in bilico di quanto già non apparisse qualche settimana fa. Il prestito dell'esterno di proprietà dell'Atletico Madrid, infatti, scadrà il 30 giugno 2016. Con ogni probabilità, quindi, tornerà in Spagna per l'ultimo anno di contratto nonostante i colchoneros nei ruoli d'esterno di attacco siano ampiamente coperti con Ferreira Carrasco e soprattutto Antoine Griezmann. Il futuro di Alessio Cerci, quindi, appare sempre più lontano da Milano ma anche in Spagna si prospetta poco spazio per lui.


