Dopo tre mesi a Milanello arriva il momento del Boa: il vero interrogativo è tattico
Matteo Calcagni
Il mercato rossonero, rumours a parte, non è iniziato in maniera particolarmente elettrizzante. E' risputata la litania, obbligata, del "vendere prima di comprare", legata a doppio filo con i destini di de Jong e Diego Lopez, veri macigni per il bilancio rossonero. Il primo innesto, che verrà ufficializzato alla riapertura delle liste, è Kevin-Prince Boateng, ormai a Milanello da mesi, prima per ritrovare la forma, poi per convincere Mihajlovic a puntare su di lui.
OPERAZIONE SENZA RISCHI - A differenza di tante operazioni nostalgia del medio e recente passato rossonero, il ritorno del ghanese non avrà particolari ripercussioni economiche. L'ex Schalke 04 si è accordato con il Milan per un contratto di sei mesi, al termine del quale le parti valuteranno se proseguire o meno. Se Prince dovesse deludere e/o non trovare spazio, la separazione sarebbe indolore e senza conseguenze in termini di milioni di euro. La speranza milanista, tuttavia, è diametralmente opposta: il Boa si è (e si sta) impegnando in allenamento e il suo contributo potrebbe essere superiore a quanto previsto dagli scettici.
INTERROGATIVO TATTICO - Il vero dubbio che emerge, oltre alle condizioni fisiche/atletiche del giocatore, è il suo slot di utilizzo nel 4-4-2 di Sinisa Mihajlovic. Il serbo, nelle amichevoli fin qui disputate, lo ha schierato come attaccante, ma la sovrabbondanza offensiva attuale potrebbe spingere verso un'altra soluzione. La corsia destra, al momento senza un vero padrone, potrebbe diventare una sistemazione "alternativa" per il fu numero 10, in attesa di capire cosa (e chi) porterà il mercato in entrata. Si potrebbe profilare anche una nuova vita da centrocampista centrale, ma sappiamo quanto l'equilibrio difensivo sia importante e il nativo di Berlino, come dimostrato in carriera, ha sempre vissuto in una certa anarchia tattica.


