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Berlusconi e quei no tattici a SuperMario?

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
martedì 8 gennaio 2013, 18:30Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
08.01.2013 18:30Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Continue evoluzioni sul futuro dell’attacco rossonero, Galliani ha più volte ribadito che si sarebbe operato in avanti solo se fossero partiti entrambi i brasiliani, ma in molti sono convinti che il Milan voglia a tutti i costi arrivare ad un grande giocatore in attacco, quello che potrebbe far fare il salto di qualità, punta di livello quasi invocata da Allegri per raggiungere obiettivi importanti. Drogba è inarrivabile, per evidenti motivi, nonostante il suo procuratore abbia aperto ad un approdo in Italia (sembra quasi che l’ivoriano non riesca proprio a trovare sistemazione, prigioniero com’è di uno stipendio faraonico ed un’età sin troppo avanzata per poterlo spalmare), al contrario l’altra pista più che percorribile sembrerebbe essere addirittura segnata. Ci riferiamo a Mario Balotelli naturalmente, giovane, forte, con uno stipendio sostenibile e milanista, la risposta perfetta all’identikit tracciato da Adriano Galliani e Silvio Berlusconi per il futuro del Milan.
Eppure proprio il presidente continua a sbattere la porta in faccia all’attaccante attualmente al City, ribadendo ad ogni occasione utile che il giocatore non gli piace, che non ne ha mai stuzzicato la fantasia, che non è il profilo corretto per il diavolo, che percorrerebbe altre strade, sino alle dichiarazioni dalle tinte forti di ieri. La chiusura sembra netta, di quelle che fanno saltare gli affari (ricordate Tevez un anno fa vero?), eppure in tanti continuano a sostenere che il Milan ci stia facendo molto più di un pensierino a riportare il ragazzo in Italia, questa volta sulla sponda corretta del Naviglio, nonostante sia stato definito una “mela marcia”.
A ben guardare, però, risalendo nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che nell’ultimo periodo si sono fatte sempre più numerose, arriviamo ad un’ammissione piuttosto chiara, ma che in molti sembrano aver dimenticato. Nella sua prima visita a Milanello questa stagione, era il 16 novembre, il numero uno rossonero con una battuta davanti ai giornalisti riferì in maniera chiara ed incontrovertibile che il ragazzo gli piacesse e parecchio (la battuta fu articolata più o meno in questa maniera: “Siete voi a dire che mi piace Balotelli, io non ho mai detto che mi piace. Ma avete ragione, perché mi piace ed anche parecchio”).

Fu il principio della telenovela legata a SuperMario, tutto ebbe inizio con quell’apertura che oggi passa in secondo piano, sommersa dai continui no del presidente al bomber della Nazionale, fino troppo duri e poco consoni alle abitudini di un Berlusconi solitamente piuttosto diplomatico nei toni.
Siamo nel campo delle ipotesi, delle sensazioni, ma l’impressione è che si tratti di una tattica (della quale eventualmente dovrebbe essere informato il giocatore, onde evitare incidenti diplomatici). Intendiamoci, ad oggi non abbiamo una trattativa ufficiale per Balotelli al Milan, anzi il contrario, tutt’altra cosa rispetto a quanto accadeva lo scorso anno con Tevez. Ecco, Tevez, sbagliando s’impara ed Adriano Galliani sembra aver fatto tesoro degli errori dello scorso anno, quelli che fecero stizzire il City (società ricca e, di conseguenza, molto orgogliosa) ed alzare le pretese per l’argentino. Oggi le dichiarazioni di Berlusconi, dure, ma forse tese a stemperare l’attenzione ed allontanare i riflettori da Balotelli (missione quasi impossibile quest’ultima), potrebbero essere una freccia in più nell’arco dell’amministratore delegato qualora egli fosse impegnato in una trattativa con Mancini ed i suoi. La necessità di dover “convincere” Berlusconi, ufficialmente contrario all’approdo in rossonero del ribelle nato a Palermo, potrebbe essere contemperata, magari, da uno sconto sul prezzo del cartellino di un giocatore che a detta di molti, anche se non di Mino Raiola (altro vecchio volpone ed abile manipolatore dei mass media), ha in testa solo il Milan.
D’altro canto appare strano che il vertice rossonero possa parlare in termini così aspri di un giocatore che non ha mai nascosto il proprio amore per il diavolo, tra l’altro uno dei cavalli di razza della scuderia del procuratore italo-olandese, tornato vicinissimo alle vicende del Milan dopo un raffreddamento dei rapporti.
Dall’altro lato, inoltre, l’atteggiamento restio del presidente potrebbe essere un’ottima giustificazione ad un eventuale mancato arrivo del ragazzo, con Galliani che potrebbe celarsi dietro al no del “capo” per spiegare il perché di un mancato matrimonio che, a detta di molti, s’ha da fare.

per Milannews.it

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