Dopo Pato, a rischio anche Robinho, Abate, Boateng, Antonini. Ma non doveva essere un mercato di riparazione? Sveglia ragazzi, le partite non iniziano al 46'
Fabrizio Tomasello
La nota più rilevante della prima partita del 2013, la vittoria sofferta oltre misura contro un modestissimo Siena, è il fatto che il Milan abbia regalato ancora una volta, l’ennesima, il primo tempo agli avversari.
A costo di diventare noioso, stucchevole, ripetitivo, continuo ad insistere sullo stesso punto: ormai non si contano più le prime metà di partita non giocate dai ragazzi di Allegri, spesso e volentieri pagate a caro prezzo. Perché la cosa insopportabile è proprio questa: non è che il Milan giochi male le prime frazioni di gioco, non gioca proprio. Lascia negli spogliatoi i calciatori veri e manda in campo undici ectoplasmi vestiti di rossonero in grado di sfigurare contro chiunque.
Il principale quotidiano sportivo italiano ha offerto ieri una statistica importante: considerati solo i secondi tempi il Milan sarebbe in testa alla classifica insieme alla Juventus. Benissimo, ma volete qualche altro numero? Se le partite fossero finite al 45’ adesso i rossoneri sarebbero in piena zona retrocessione, con 19 punti fatti (invece dei 30 reali). E il numero più inquietante è quello dei gol fatti: delle 36 reti segnate finora in campionato da El Shaarawy e compagni, solo il 25% (appena 9) sono state messe a segno nei primi tempi.
Cosa ne penserebbe Galliani se i tifosi decidessero adesso di pagare solo mezzo biglietto per vedere il Milan? E cosa ne penserebbero i nostri baldi giovani se a sua volta Galliani decidesse di pagare a tutta la rosa solo metà stipendio?
Su ragazzi, diamoci una bella svegliata!
Provocazioni a parte, domenica pomeriggio sono arrivati tre punti preziosissimi per la rincorsa al terzo posto (adesso a 7 punti), soprattutto alla luce della disfatta globale di quasi tutte le prime della classe, che sembra stiano facendo di tutto per far rientrare il Milan.
Non approfittarne sarebbe un delitto, ma anche contro il Siena, in vantaggio di due gol a pochi minuti dalla fine, i rossoneri hanno trovato il modo di prendere l’ennesimo gol di testa, regalando ai tifosi, nei minuti di recupero del match, violenti attacchi di panico che sarebbero stati evitati volentieri.
Detto questo però, restano da chiarire alcuni aspetti legati al calciomercato che attualmente appaiono ancora poco chiari:
- Siamo sicuri che Robinho alla fine resterà al Milan?
- Boateng sta davvero pensando di salutare tutti e lasciare l’Italia?
- Il Milan può permettersi di vendere Abate ed Antonini?
Interrogativi che monopolizzano da giorni i titoli su tutti gli organi di stampa, ma come vedete, si continua a parlare solo di cessioni.
Come se non fosse bastata la diaspora rossonera della scorsa estate, quella che si annunciava come una sessione di mercato di riparazione, volta a colmare le numerose lacune della rosa rossonera, sta diventando un’ulteriore fuga da Milanello.
Galliani, appena rientrato dal Brasile, ha ribadito che se non parte nessuno, non arriva nessuno. Ok, ma intanto Pato è già stato ceduto al Corinthians per la considerevole cifra (visto il momento di crisi) di 15 milioni di euro. E di acquisti perché non si parla?
L’unico nome che continua a riecheggiare rumoroso è quello di Mario Balotelli, peraltro accompagnato da una serie di voci autorevoli in casa Milan (Berlusconi, Allegri, Ambrosini) tutt’altro che accomodanti nei confronti del talento azzurro. Dopo di lui il nulla.
Anzi no, l’altro giorno il Presidente ha manifestato pubblicamente il suo interesse per Destro, probabilmente consapevole che la Roma non lo cederà, meno che mai ad una diretta concorrente per un posto in Champions League. La domanda però che mi pongo è questa: se Mattia Destro, classe ’91, era davvero tanto appetito dai vertici del Milan, perché non sono stati investiti 15 milioni la scorsa estate, quando il giovane bomber era sul mercato, invece di andare a prendere Pazzini (costato 7 mln. + 5 di Cassano) che oltretutto è di un paio d’anni più maturo del “vecchio” Osvaldo?
Misteri della dirigenza rossonera.
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