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"Siamo a posto così"

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 11 gennaio 2013, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
11.01.2013 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Gennaio è la prima occasione per far seguire i fatti alle chiacchiere di questi ultimi mesi, alle visite papali a Milanello, alle alternative dopo le molte bocciature. La Coppa Italia è volata via, dopo aver avuto la clamorosa occasione di eliminare la Juventus in casa sua. I bianconeri non sono stati affatto superiori, limitandosi a sfruttare due vantaggi solari: i cambi dalla panchina e l'imbarazzante difesa avversaria. E' bastata loro una prestazione mediocre per avere ragione di un Milan che, dopo il consueto primo tempo in surplace, nella ripresa ha retto bene e nei supplementari ha fatto meglio. Così, il secondo obiettivo in ordine di tempo dopo il campionato, si è dissolto inesorabilmente. In attesa del Barcellona. Resta soltanto la classifica cannonieri, eppure i rigori El Shaarawy continua a non tirarli.
In questo mercato di gennaio, l'acquisto è Saponara: eccellente sbarbato in prospettiva, niente da obiettare. Sul breve, però, la rosa resta questa, ricca soltanto delle sue contraddizioni e soprattutto dei suoi limiti. Ci si entusiasma per Bojan che, dopo Barcellona e Roma, continua suo malgrado ad essere una riserva. Ci si entusiasma per la conferma di Robinho che, dopo Real e City, continua suo malgrado ad essere un incompiuto. L'indifferenza assoluta ha salutato la partenza di Pato. Di rinforzi, quanto meno di aiuti, non vi è traccia. Il ritornello è "arriva qualcuno se parte qualcuno", come se Pato fosse nessuno. Abbiamo anche scoperto che i 15 milioni per Pato coprirebbero la (eventuale) perdita per la (probabile) mancata qualificazione in Champions. Contraddizione in essere: se continui a vendere, come puoi qualificarti per la Champions? Eppure il refrain che segue è l'inesorabile, inascoltabile, insopportabile "Siamo a posto così". Se è così, dice il tifoso rossonero, siamo a posto davvero.
Scriveva Alberto Polverosi sul "Corriere dello sport", giorni fa: "Il Villarreal retrocesso dalla Liga in Segunda, ha venduto Giuseppe Rossi, Rodriguez, Borja Valero e Zapata. Di questi 4, il Milan ha preso Zapata. Significativo.

Obiettiamo soltanto che potrebbe risultare facile sparare su Allegri e Galliani, ognuno ha le sue responsabilità e loro ne hanno qualcuna, ma il responsabile dello scempio e dell'immobilismo è Berlusconi. La crisi colpisce tutti, dunque anche i club di calcio, ma mentre la Juve si è limitata a non rinnovare a Del Piero, l'Inter ha perso Eto'o sostituendolo con Palacio e Cassano, il Napoli ha ceduto Lavezzi e preso Insigne, mentre in sostanza tutti si sono adeguati aggiustando - e comunque spendendo -, il Milan è l'unico club che ha venduto, venduto, venduto. Venduto e basta. Processo che continua a gennaio, con Pato e Robinho in bancarella, senza nomi plausibili da acquistare a parte il giovane Saponara (buon colpo, ripetiamo. In prospettiva). L'ultima trovata di Berlusconi è stata di (ri)mettere in bancarella persino Allegri. Sul fronte acquisti, Osvaldo è vecchio, Drogba è vecchio, Balotelli è marcio, eccetera. Destro, sì, Destro è fantastico: se è così, lo era anche 6 mesi fa quando l'interlocutore per prenderlo sarebbe stato Preziosi e non la Roma come oggi. Quindi? Da dove parte la ricostruzione dopo la tabula rasa?
I primi tempi immobili che si succedono con imbarazzante puntualità, hanno una natura e delle ragioni precise nonostante le negazioni di Allegri. Primo, la paura, l'incertezza, l'inquietudine di una squadra più convinta della sua povertà che della sua forza. Le opzioni in difesa sono agghiaccianti, Montolivo è calato, Boateng galleggia, Emanuelson a Torino non è parso nemmeno ci fosse, Pazzini non ha palloni e quando ne ha uno, lo perde. La panchina raramente dà una mano in corsa, giusto contro il Siena... In tutto questo, il Milan resta agganciato al trenino di testa, a pochi punti da chi pure ha Milito e Cassano. Conferma, forse, più della pochezza del campionato che delle possibilità rossonere. Si lanciano addosso a Berlusconi gli strali perché il suo improvviso interesse nei confronti "del mio Milan" avrebbe fortissimi sapore elettorale. Quale che ne sia la ragione, esattamente come si dovrebbe fare in politica, alle parole, alle chiacchiere, alle promesse, dovrebbero seguire i fatti. Fino al 31 gennaio c'è tempo, ci sarebbe tempo. Intanto però bisogna subire, incassare, metabolizzare la raffica dei "Siamo a posto così" come latte cagliato a colazione. Se sarà così, siamo a posto davvero.

per Milannews.it

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