Un poker d'assi ed il terzo posto: si può fare
Emiliano Cuppone
Il mercato è un esercizio di diplomazia, contrattazione, astuzia, tempismo e tanta tattica. Nell’arte del mercato Adriano Galliani è maestro, l’uomo che più di tutti potrebbe insegnare in Italia come operare e districarsi fra clausole, operazioni apparentemente impossibili e come imbastire abili tele in cui far cascare le controparti.
Allo stesso tempo, però, chi non ha tale capacità e tale conoscenza del complicato mondo del calciomercato, si ferma a fare quelli che la nonna chiamerebbe i conti della serva. E’ quello che proviamo a fare con questa analisi su quelle che potrebbero essere le operazioni di mercato del diavolo.
Se è vero, come è vero, che il Milan necessita di un rinnovamento e di innesti importanti in ogni reparto per ambire a quel terzo posto che vorrebbe dire Champions League anche l’anno prossimo, è altrettanto vero, a quanto pare, che in via Turati siano impegnati a tutelarsi trovando i fondi per coprire l’eventuale ammanco in entrata di una mancata qualificazione alla massima competizione europea.
Allo stesso tempo, chi scrive pensa che forse sarebbe bene rischiare, ancora una volta ed investire i fondi a disposizione per quel mercato che potrebbe condurre il diavolo all’obiettivo sperato e, soprattutto, lasciare una rosa che potrebbe essere competitiva anche negli anni a venire.
Ma andiamo nello specifico, individuando nell’ambizioso quartetto Astori, Santon, Nainggolan, Balotelli, i rinforzi necessari ad un salto di qualità vero e proprio in tutti e tre i reparti rossoneri. Il costo dei cartellini dei quattro moschettieri (tutti giocatori congeniali ad Allegri ed al suo gioco, nonché ampiamente nei parametri di età e stipendi sostenibili imposti dalla società), stando alle valutazioni degli esperti per come emerse negli ultimi tempi, si aggirerebbe fra i 50 ed i 55 milioni di euro circa (per la precisione nell’ordine: 8/10, 8, 15, 20/25). Una cifra non indifferente per il mercato di gennaio, è vero, ma a contemperarla ci sarebbero le operazioni in uscita del diavolo, impegnatissimo sul fronte cessioni per eliminare gli esuberi di una rosa fin troppo folta e poco congeniale all’obiettivo. Pato è gia partito ed ha portato in dote ben 15 milioni di euro (seppur in più soluzioni, ma anche i pagamenti dei nuovi acquisti si fanno con questa formula), Ignazio Abate potrebbe farlo e per lui sarebbero pronti 10 milioni freschi freschi che arrivano dalla Russia. In pratica, con sole due cessioni si andrebbe a coprire già metà dell’esborso, ma quando parlavamo di esuberi non ci riferivamo certo a questi due nomi, ascrivibili più che altro alla casella dei sacrifici. In esubero vi è sicuramente Djamel Mesbah (valutato nella peggiore delle ipotesi 1 milione di euro), vi sarebbe anche Antonini (con un valore che si aggira intorno ai 5 milioni) intrigato anch’egli dalle sirene russe, per non parlare di Traorè (circa 3 milioni il costo del suo cartellino) ed infine Mathieu Flamini (5 milioni circa). In buona sostanza, facendo una somma approssimativa, ulteriori 10/15 milioni di entrate per le casse del Milan, così per un totale di 35/40 milioni di euro potenziali da cessioni che, salvo poche eccezioni, si rendono comunque necessarie.
Un saldo in passivo, dunque, di circa 15/20 milioni per un mercato che sarebbe oltremodo positivo per il Milan, visto che parliamo dell’arrivo di quattro giocatori di livello assoluto e tutti giovani o giovanissimi. Non si porrebbe neanche il problema degli ingaggi, poiché con le cessioni sopracitate il diavolo si libererebbe di stipendi per un cifra pari a circa 12 milioni di euro netti a stagione, potendosi permettere, così, uno stipendio medio di 3 milioni per i nuovi arrivati, alcuni dei quali guadagnano molto meno attualmente, senza modificare in alcun modo il bilancio.
Un esborso più che sostenibile per le casse del diavolo, dunque, operazioni che, alle condizioni sopracitate, non appaiono propriamente impossibili, ad Adriano Galliani, maestro del mercato, l’onere di riuscirci e portare il suo Milan nuovamente nell’Europa che conta, rientrando così degli investimenti fatti, per di più per un esborso in denaro che sembra ampiamente nei parametri di una squadra del blasone rossonero che necessita di un rinnovamento.


