Un riscatto guadagnato: Zapata torna ai livelli friulani
Matteo Calcagni
Quando Zapata fu ingaggiato, a sorpresa, in un afoso pomeriggio estivo, i mugugni non si potevano contare... C'era chi lo riteneva inadeguato a rimpiazzare i mostri sacri della difesa, chi si preoccupava della brutta annata al Villareal, chi era seccato che il Milan avesse occupato il secondo slot per gli extracomunitari. Osservazioni che potevano anche essere comprensibili, ma che non tenevano conto di quanto il giocatore avesse fatto bene, in Italia, con la maglia dell'Udinese. Massimiliano Allegri lo sapeva e ha accolto con positività l'arrivo del difensore colombiano, acquisito in prestito con diritto di riscatto a sei milioni. Dopo un inizio di stagione certamente non agevole, con poche presenze a qualche errore di troppo, l'avventura rossonera di Zapata sembrava già compromessa.
Eppure, con la risalita motivazionale e tattica della squadra, il nativo di Padilla ha scalato posizioni e migliorato le prestazioni, diventanto titolare della retroguardia milanista. Ad oggi Zapata ha raggiunto quota 1580', secondo tra i difensori alle spalle di Mexes: un buon risultato per chi, a fine novembre, aveva disputato appena 5 gare dal primo minuto. La prova più bella è arrivata ieri a Genova, dove il ventiseienne sudamericano ha sfoggiato tutte le sue qualità: impeccabile in difesa e in marcatura, straordinario nell'assist che ha portato al raddoppio di Mario Balotelli. Quella che sembrava un'utopia in autunno, ovvero il riscatto a fine stagione del giocatore, è ormai quasi una certezza: Il Milan confermerà con ogni probabilità Zapata, affidandogli un ruolo di spicco anche per la prossima stagione.


