Barcellona spartiacque della stagione. Il futuro del Milan in tre mosse, partendo da Allegri
Marilena Albergo
L’obiettivo è passare il turno. L’imperativo, resistere. Il Milan va a Barcellona forte del 2-0 di San Siro, ma consapevole che fare barricate potrebbe non bastare. Il Camp Nou sarà infuocato, il Barca una furia, Messi scatenato. Limitarsi a difendere sarebbe controproducente perché il terreno di gioco è molto più ampio e lungo di quello milanese. Aspettare e ripartire potrebbe dunque essere più difficoltoso e dispendioso. E come se non bastasse, l’indisponibilità di Balotelli e l’infortunio di Pazzini priveranno il Milan delle uniche due prime punte in grado di fare a sportellate e far salire la squadra. ‘Male Male’ direbbe Stramaccioni se non avesse ben altri problemi a cui pensare. La soluzione forse più naturale sarebbe quella di spostare Boateng (per altro, non al meglio) al centro dell’attacco, utilizzandolo come ‘falso nueve’, per dirla con un’espressione tanto cara ai catalani. Il problema, al più, sta in chi affiancargli.
Inamovibile El Shaarawy, il ballottaggio è tra Niang (spesso straripante ma inesperto) e Robinho (smaliziato ma appesantito). Il terzo jolly potrebbe essere Bojan, ma lo spagnolo fin qui non ha mai impressionato se non in qualche spezzone di partita e comunque sempre nel ruolo di rifinitore. Come esterno Allegri non lo vede. Il rebus formazione si completa con le ballerine condizioni di Mexes, che nonostante qualche sbavatura si è distinto per personalità, capacità di anticipo e di impostazione. Non sarà un interrogativo da sottovalutare. Detto questo, il possibile passaggio del turno potrebbe spalancare nuove prospettive a questo Milan, tornato pure in odore di secondo posto dopo i ko di Napoli, Lazio e Inter. Qualificarsi ai quarti di Champions e magari centrare la seconda piazza in Serie A potrebbe convincere definitivamente Berlusconi a blindare Allegri, anche in caso di maxi richiesta dello Shakthar, pronto ad offrire 6mln annui al livornese per 4 stagioni. Cifre molto distanti dal suo attuale compenso. Confermare Allegri significherebbe anche partire con un piccolo vantaggio l’anno prossimo rispetto a squadre come Napoli, Inter e Roma, tutte destinate a cambiare guida tecnica. Un grande difensore (Ogbonna, Benatia, Hummels..) e un ottimo centrocampista (Strootman, Verratti, Sahin..) completerebbero il quadro, trasformando questo Milan, in un Milan supercompetitivo.


